Tutto iniziò da un piccolo muscolo.

A volte la vita prende strade inaspettate e creative per far perseguire l’evoluzione e la crescita interiore di ognuno. Sta a noi coglierne il messaggio e utilizzarlo al meglio.

Una contrattura alla schiena, lungo un tratto del muscolo allungato nella zona lombare, mi richiedeva un’immediata attenzione con istanza di risoluzione, per non precipitare in una crisi di immobilità e, quindi, di inoperatività totale.

Eravamo io e lui stesi sul tappetino della sala yoga: lui dolorante, io per una volta accogliente, ospitale e accomodante.

Mi chiedevo come poteva essere successo, che fosse arrivato al collasso in quel modo, in così breve tempo, senza una ragione particolare, senza una causa scatenante comprensibile. Gli chiedevo cosa gli fosse successo, come era successo. Lui rimaneva muto e piangeva nel suo dolore.

Iniziai a fare piccoli esercizi di auto-massaggio con le palline da tennis, una tecnica che avevo imparato dal dr. Lorenzo Ferrante, ma lui le respingeva con reticenza. Mi avvicinai a piccoli passi, direi millimetrici, e quando arrivai al nodo più duro, dove lui urlava al massimo della sua voce, gli sussurrai: “Amore, ti prego, rilassati”.

Alla parola Amore, smise di urlare dallo stupore. Non soffriva meno di prima, ma mi aveva sentito diversa come non mi aveva mai sentito, e rimase sorpreso, in quella pausa senza respiro che ti coglie quando succede improvvisamente qualcosa che non ti aspetti. E in quell’attimo di sorpresa qualcosa si era fermato; si arrestarono quantomeno le tensioni del pianto, per focalizzarsi su questo nuovo intruso, a lui sconosciuto, che gli parlava. Quando continuai dicendogli: “Amore, ascoltami, rilassati”, lo stupore si trasformò in fiducia, e mi fece avvicinare con la pallina.

Quella sua risposta sorprese anche me, perché mi fece vedere qualcosa che non avevo mai visto di me stessa e allora compresi come era potuto succedere. Lui era diventato così rigido perché io ero rigida. Il mio carattere, la mia razionalità, la mia intelligenza, i miei successi e le mie visioni, così come le mie difficoltà, i problemi irrisolti, i miei punti deboli e le mie incertezze, avevano creato un sistema estremamente rigido.

Quel corpo che avevo martoriato con sport estremi, allenamenti estenuanti, ritmi di lavoro inspiegabili, diete esigenti, richieste di resistenza senza pace e senza premi, adesso mi diceva basta e mi mandava solennemente a stendere. E lì stavo. Stesa inerme e senza difese sul tappetino yoga.

Quel corpo ero io, e quando mi rivolgevo a lui chiamandolo amore, e dandogli l’attenzione della mia comprensione e il mio affetto, stavo parlando con me, come non avevo mai fatto nella mia vita e finalmente mi trattavo con amore.

Compresi allora cosa significasse l’insegnamento letto in diversi libri, e ascoltato in altrettante conferenze, che diceva che non puoi amare gli altri se prima non impari ad amare te stesso. Imparare ad amare se stessi, ti porta inevitabilmente ad imparare ad amare gli altri, poiché diventa uno stato d’essere che non può cambiare solo perché cambia l’oggetto della tua attenzione. E una volta imparato, semplicemente non lo puoi dimenticare e non praticare.

È solo il dolore che te lo può impedire, quel dolore che diventa rigidità. Ma è a questo che serve l’amore verso se stessi: a sciogliere i nodi della nostra durezza che originano dal dolore.

Così, continuando a lavorare sulla mia rigidità muscolare, capisco che bisogna essere tolleranti, generosi, non pretenziosi e fare sconti alle proprie richieste.

Va bene seguire le regole, i protocolli, i programmi, ma si può anche derogare. Allora chiedo a lui di darmi un segnale per fermarmi. E se prima aspettavo un segnale di dolore per farlo, adesso mi fermo perché arriva un ululato di un cane da fuori la finestra. È un segnale che mi parla, lo so. Sono fermata da un dubbio della mia razionalità, e lui mi manda un piccolo spillo. Ho capito, gli dico. Mi fermo. Per oggi basta.

Mi alzo e sono felice. Lui pure. Non siamo arrivati all’obiettivo finale, ma chissenefrega. Quello lo vuole la mia rigidità. Questo per oggi è sufficiente per tutti.

E amando il mio piccolo muscolo, amo me stessa.

È una formula che mi devo assolutamente ricordare; buona per ogni occasione: “Amore, rilassati!”

L’ho detto anche a un demone che mi istigava, e si è bruciato. :-)

Simona Valesi

Foto di Sou Jest da Pixabay

Simona Valesi

Direttore Responsabile di OlisticNews. Giornalista pubblicista, milanese di nascita e californiana d’adozione, ha scritto per diverse testate italiane e statunitensi. Decisa a opporsi all’informazione denigratoria sensazionalista, volutamente...

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Gabriella Origano

Direttore Editoriale di OlisticNews e giornalista iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, con una lunga esperienza nel campo delle Digital Graphic Arts per prestigiosi editori e aziende internazionali. La sua passione per la salute e il benessere naturale nasce dallo studio delle discipline olistiche, che la spingono a lasciare il suo lavoro per seguire la sua vera vocazione. Diventa co-fondatrice e redattrice di OlisticMap, dove seleziona contenuti informativi e scrive per diverse riviste del settore.

Appassionata di yoga, lo integra nel suo stile di vita e collabora attivamente all’organizzazione di Yogafestival. Nel tempo, approfondisce insegnamenti di filosofia e vita, sviluppando un forte impegno a diffondere informazioni per la tutela e l’evoluzione dell’uomo, con l’obiettivo di contribuire a un mondo più consapevole, attraverso la propria testata editoriale.