Lontano.
Lontano, confuse e astratte.
Così ci appaiono “realmente” le tanto bramate dimensioni superiori oggigiorno.
Alcune volte sembra però che nel campo stiano entrando urgentemente delle fondamentali informazioni per un salto in quarta, ma poi in realtà ci accorgiamo che era solo uno spot di un corso di risveglio della kundalini al 30% di sconto per la settimana di Pasqua.
Altre invece appare miracolosamente nel cielo una particolare forma pensiero, alta, fresca e sgargiante, mostrando la struttura e le dinamiche della tanto famigerata quinta dimensione, la quale generosamente aspetta l’ingresso del genere umano sulla soglia di un lungo portale lucente, a patto però che siate disposti ad acquistare il volume uno, due e tre, della collana “strumenti reali per il risveglio”.
Tanti giri, tante parole, tante distrazioni.
Eppure oggi, grazie al caro amato discernimento, dovremmo essere in grado di evitare abilmente e con scaltra saggezza queste contorte spiegazioni, questi specchietti per le allodole, questi falsi pacchetti “compra 2 e paghi mai”, dove la vendita di fumo è regolare, fatta direttamente negli occhi e senza passare dal via.
Lao Tzu recitava:
Fate attenzione ai vostri pensieri, perché diventeranno le vostre parole.
Fate attenzione alle vostre parole, perché diventeranno le vostre azioni.
Fate attenzione alle vostre azioni, perché diventeranno le vostre abitudini.
Ed è chiaro, ora più che mai.
Siamo inderogabilmente figli delle nostre vari-azioni, dei nostri cambia-menti.
E pensate che già solo questo basta, effettivamente, per renderci in maniera chiara e limpida quella che è la realtà della struttura dimensionale nella quale siamo immersi.
L’equazione quantica dell’esistenza materiale in questa dimensione, è determinata direttamente dall’insieme delle variabili generate al suo interno dall’esperienza stessa.
Quindi il campo subisce vari-azioni e cambia-menti in funzione direttamente proporzionale alle nostre mere abitudini, restituendo di conseguenza una dimensione accuratamente strutturata, la quale ci mostrerà una certa pellicola, con attori, registi e cameraman d’occasione.
Ecco che far parte di un certo schema abitudinario, di una certa struttura con imposizioni, dettami e regole imposte da qualcuno con il fine di limitare le nostre infinite potenzialità, diventa altamente deleterio per l’essere umano.
E vien da sé quindi che il tanto inflazionato libero arbitrio, la possibilità di scegliere quale tipo di percorso percorrere dal punto A al punto B, non è la vana capacità di pensare di poter cambiare lo scorrere degli eventi, ma piuttosto l’opportunità di decidere a quale film voler partecipare, con il fine ultimo di rimanere centrati nel proprio ruolo e nella propria parte quanto più possibile, dimenticando falsi registi o sabotatori che, il più delle volte, riescono a sabotare solo sé stessi.
Che la forza sia con voi, sempre.
Alessio Della Rocca

