Quante volte abbiamo sognato una vacanza alle Maldive…: sole, spiagge bianche, relax totale accanto a palme altissime: le palme da cocco. Una palma che non troviamo alla nostra latitudine ma di cui conosciamo molto bene il suo frutto, che poi di fatto è un seme: il Cocco (Coccos Nucifera).
La Palma del Cocco cresce ai bordi delle spiagge bellissime dei paesi tropicali, spiagge bianche o beige- rosate. Ha un fusto alto dai 20 ai 40 metri, con un diametro da 40 a 50 cm.
La particolarità della palma da cocco è che filtra l’acqua del mare, dalla quale trae tutto il suo giovamento come cibo ed energia; riesce benissimo a desalinizzare l’acqua marina (potremo forse imparare come…) tramutandola in cibo e idratazione per se stessa ed il suo frutto. Per questo motivo cresce sulle spiagge vicino alle onde marine.
I frutti sono drupe voluminose, chiamate comunemente cocchi, di circa 1 – 1,5 Kg di peso. Queste drupe sono tonde ovoidali, ricchissime di acqua, proveniente dal mare filtrato. Il nocciolo interno, che sarebbe il seme, è duro, legnoso, lo conosciamo molto bene e lo abbiamo sgranocchiato in spiaggia d’estate.
Da questo seme si ottiene sia la farina, sia le scaglie, sia la polpa grattugiata. Il tutto è molto usato come alimento che combatte la stitichezza, aiuta a bruciare i grassi del corpo e grazie all’acido caprilico riequilibra la candida intestinale.
L’acqua del cocco è un ottimo dissetante ricco di sali minerali; è praticamente del tutto simile al nostro plasma umano per oligoelementi, vitamine, zuccheri e soprattutto acqua pura. In Vietnam venne usata, in mancanza di plasma umano e fu grazie al “plasma vegetale“ del Cocco che furono salvate tante vite, ma questo non lo raccontano mai…….
Dalla polpa bianca legnosa si estrae il latte ed il burro di cocco.
Sono queste noci, o semi, che vengono utilizzate dall’uomo, e che io definirei i doni. Oltre al nocciolo duro integro, che ben conosciamo noi europei perché lo utilizziamo come snack da spiaggia, viene usato come cibo mescolato nel muesli, o aggiunto allo yogurt, oppure utilizzato per torte e dolci, sia grattugiato, sia a scaglie, sia in polvere.
La scorza del seme che è filamentosa, simile al crine di cavallo, si utilizza per fabbricare zerbini.
Il latte è usato in cucina per bere o creare salse. Il burro è usato come alimento, soprattutto perché è RICCO DI GRASSI MCT (grassi a media catena, Medium Chain Triglycerides), che aiutano a bruciare il grasso del corpo, aumentano la sazietà riducendo la fame, migliorano la salute del microbiota intestinale e proteggono il cuore. Infatti, questo burro è ricchissimo di acido laurico, un ottimo protettore cardiaco, tant’è che si consiglia di mangiarne un cucchiaino al dì, magari sciolto nel caffè del mattino, al posto dello zucchero. Il burro viene usato anche per la pelle, sia come struccante, sia come idratante, specialmente come dopo sole. È anche un ottimo sfiammante e anti-candida per le parti intime. Sono poi noti gli impacchi ai capelli di burro di cocco ottimi come nutrienti, districanti e lucidanti.
Il cocco, per la similitudine di suono del suo nome, ci ricorda le COCCO-LE.
E quale frutto può coccolarci di più?
Anna Bertone, erborista

