Realtà multidimensionali sovrapposte, multiversi concatenati l’uno all’altro, diagrammi abilmente ordinati per “guidare” un flusso attraverso il collo di un imbuto in cui, in realtà, non intende passare.
Eppure sembra reale.
Ma tanto reale.
Ma se consideriamo la materia come espressione ordinata di un agglomerato di particelle che operano in funzione di precise leggi fisiche “predeterminate”, tutto comincia ad assumere una forma diversa.
E se poi aggiungiamo il fatto che lo spazio-tempo che crediamo essere scandito in maniera apparentemente corretta e inequivocabile ancora oggi da rudimentali strumenti, altro non è che un non-luogo in grado di contenere infiniti universi paralleli, ecco che il quadro cambia.
La percezione di quella che definiamo “realtà” assume quindi le stesse identiche caratteristiche di una scatola di diapositive, ognuna enumerata secondo un certo “momento” e una certa “immagine”, maniacalmente collocate nell’esatto spazio necessario per creare una storia, una narrazione, un susseguirsi di fatti precisamente enunciati secondo un preciso modus operandi.
Ma se inizio ad acquisire consapevolezza di questo e se l’osservatore che è in me comincia in maniera vigile e attenta a delineare questa quadratura del cerchio, ecco che una qualità suprema e infinitamente naturale prende il posto a tanti veli coprenti oramai sgualciti, sbiaditi, sformati, e quella qualità prende il nome di DISCERNIMENTO.
Strumento infinitamente potente e sacro, il discernimento ci offre la capacità di comprendere, ovvero prendere insieme, tutti gli aspetti contenuti all’interno di un processo, donando una visione e una percezione chiara e nitida della sua reale natura e del suo reale intento, offrendo l’armoniosa possibilità di poter proseguire in maniera più agile e diretta verso il cammino di consapevolezza di questa incarnazione, di questo passaggio, di questo splendido viaggio che è la vita.
Che la forza sia con voi, sempre.
Alessio Della Rocca

