A cura di Gabriella Origano
La Dea Madre: il Femminile che Creò l’Umanità
In questo articolo esploreremo il profondo legame tra la Dea Madre e l’umanità, un tema che ha affascinato studiosi, ricercatori e appassionati per secoli. Non si tratta di un’intervista, ma di un viaggio narrativo che attraversa miti, storia e spiritualità, ispirato dal libro La Dea che Creò l’Uomo di Syusy Blady.
In questo saggio, l’autrice indaga il ruolo fondamentale delle divinità femminili nella creazione dell’umanità, offrendo una rilettura affascinante delle nostre origini attraverso il sacro femminile. Blady ci guida alla scoperta delle tradizioni di antiche e lontane culture, in cui la figura della Dea Madre emerge come un archetipo universale, e ci mostra come, nel corso della storia, spiritualità e rappresentazioni del divino siano spesso radicate in una visione femminile.
La spiritualità e l’immagine del divino derivano spesso da una rappresentazione femminile, come della Dea Madre in varie culture del mondo, come Pachamama in Perù, Mata Erasu in Giappone e Tara nel mondo buddista.
La relazione tra la Dea Madre e l’umanità.
Un tema che ci porta a chiederci: chi ha creato l’uomo? È possibile che le radici della nostra esistenza siano legate a una figura femminile primordiale?
Blasy ci guida in una lettura di miti e racconti che legano il nostro passato a una divinità femminile, la Dea Madre, che avrebbe avuto un ruolo fondamentale nella creazione e nella civiltà umana. Non si tratta solo di leggenda, ma di racconti che precedono la stessa presenza dell’uomo sulla Terra. Queste cronache, risalenti anche a 3.000-4.000 anni a.C., parlano di divinità provenienti dal cielo, dotate di poteri straordinari, in un rapporto con l’uomo che sfida la nostra comprensione.
Uno dei miti più significativi è quello sumerico, dove compare la figura di Ninmah (o Ninursag), una Dea legata alla creazione dell’uomo. Insieme a Enlil ed Enki, Ninmah avrebbe partecipato a un processo di progettazione dell’essere umano. Secondo Blasy, questi miti possono essere letti come antichi racconti sulla genetica e sull’evoluzione guidata: un lavoro complesso fatto anche di spiritualità, sacrificio e trasformazione.
Quale significato possiamo attribuire a queste storie oggi?
Nel racconto sumero, l’uomo viene creato per alleggerire il lavoro degli dèi nelle miniere d’oro. Ma è anche un atto d’amore, di creazione e di perfezione. La Dea Madre plasma l’uomo con le sue mani, un gesto che è insieme spirituale e simbolico.
La figura della Dea Madre si ritrova in tutto il mondo: dalla Pachamama andina a Iside in Egitto. È una creatrice, una forza generatrice che collega cielo e terra, spirito e materia. Blasy sottolinea l’universalità di questa immagine, paragonando persino Ninmah alla Madonna, figura centrale nella spiritualità occidentale.
In che modo questi miti influenzano ancora oggi il nostro modo di vedere il divino?
Secondo l’autrice, le divinità femminili sono state a lungo dimenticate o marginalizzate, ma stanno lentamente ritornando come simboli di equilibrio e di potere creativo. La riscoperta della Dea Madre è anche un atto politico e spirituale, un modo per ristabilire un legame con la natura, con le origini e con un divino che accoglie e nutre.
In conclusione, il mito della Dea Madre e la creazione dell’uomo sono narrazioni che parlano di una connessione profonda tra l’essere umano e l’universo. L’invito di Syusy Blady, in questo suo affascinante libro, è quello di guardare al passato con occhi nuovi, alla ricerca di una verità dimenticata, ma ancora viva sotto la superficie della nostra cultura.
Un viaggio nel tempo, nel mito e nello spirito che ci aiuta a ritrovare un equilibrio tra maschile e femminile, tra uomo e divino.
Chi è Syusy Blady?

