È stato un viaggio ben speso, quello che ci ha portato a Verona ad ascoltare come iniziare il 2026, con l’interpretazione dei messaggi numerologici inerenti a questo nuovo anno e l’astrologia mondiale a livello macro; con l’incoraggiamento a trovare il coraggio di rompere i vecchi schemi per sviluppare i campi sottili; privilegiare una comunicazione chiara rivolta a risolvere; e manifestare il divino nella quotidianità. Tutti messaggi di saggezza che sono stati generosamente donati dai relatori in un contesto di beneficenza e, se applicati da una massa critica, potranno potenziare, per dirla in linguaggio astrologico, il lato luminoso di questa era dell’Aquario, invece del suo buio.

Riccardo Segattini

Nella città di Giulietta e Romeo, sabato 3 gennaio, si è svolto al Teatro Santa Teresa il convegno dal titolo “2026 – Il nuovo inizio: come viverlo manifestando se stessi”, cui hanno partecipato Antonella Coghi, Clara Turrini, Emanuele Scialpi, Silvano Peloso e Riccardo Segattini per raccogliere fondi per il progetto “Le Ali di Alberto”, un bambino di 5 anni affetto da gravi problemi di salute ma che sta lottando esprimendo tutta la potenza della sua anima, producendo risultati sorprendenti.

Apre l’evento Riccardo Segattini che fa gli onori di casa al teatro che da oltre 40 anni è gestito dai volontari del Circolo Culturale di Tombetta e presenta questo momento di unione come un’occasione per comprendere come affrontare il nuovo anno che si presenta ricco e complesso, osservandone le dinamiche da diverse prospettive e stimolando ad esprimere il meglio di se stessi in ogni momento della quotidianità.

Parte col primo intervento la numerologa Antonella Coghi, che letteralmente ci dà i numeri di quest’anno, utilizzando un linguaggio accessibile anche ai neofiti. La somma dei numeri del 2026 dà 10 che, se ancora sommato, dà 1: è l’anno 1 di un ciclo di 9 anni, che terminerà col 2034 e che servirà per conoscere se stessi ed espandere la propria coscienza per cogliere il senso profondo di ciò che ci accade.

Antonella Coghi

L’1 rappresenta una nuova volontà che chiede di essere seminata per poi essere raccolta in frutti di saggezza il nono anno, alla conclusione del ciclo. E ciò sarà possibile se non si ignora il 10 precedentemente citato, che esprime il bisogno di abbandonare tutti gli attaccamenti che impediscono all’1 di esprimersi e stare in piedi con le proprie gambe.

Il 20 è un invito a partorire un nuovo sé che si esprima come anima. Traguardo che si può raggiungere col 26: un numero che ha una forte energia di grandissimo allineamento, e ti porta a vedere la tua bellezza nella bruttezza, scoprendo la verità nascosta in essa. È un numero che ti esorta a mettere in pratica tutto ciò che apprendi e ad avere il coraggio di buttarti in nuove esperienze. La sua somma non è a caso l’8, il numero di Saturno, che è un grande maestro, ma severo, perché pretende che tu ti metta su azione.

Se 20 e 26 vengono sommati, otteniamo 46, che è il numero del grande servizio verso un intento superiore: un intento individuale e spirituale.

Il 2 rappresenta la dualità ma è un numero di accoglienza e apertura, soprattutto verso noi stessi, che dobbiamo imparare ad essere collaborativi e non competitivi. E, infatti, il 6 ti chiede di metterti al servizio degli altri, ma prima di tutto al servizio di noi stessi come scopo di vita, scegliendo di stare nell’invisibile piuttosto che nel visibile, nello spirituale e non nel materiale.

Il 2026 è quindi un anno della rinascita della propria verità, l’anno delle scelte giuste anche se non sono le più facili, dove uno deve imparare ad essere onesto con se stesso lasciando andare resistenze e schemi, anche se non è scontato in un contesto sociale.

Clara Turrini

E di altri schemi da rompere ce ne parla Clara Turrini, educatrice, che afferma con grande determinazione che i giovani di oggi sono anime incarnate potentissime che vogliono aiutarci ad entrare nel 2026, ma a patto che noi stiamo al loro fianco come anime, con dei valori, e usciamo dagli schemi di giudizio e forme pensiero con cui li definiamo negativamente come fannulloni, maleducati, che non hanno rispetto e altro ancora.

I giovani richiedono due cose agli adulti: coerenza e di essere visti per quello che sono.

E nel 2026, gli adulti devono prendersi la responsabilità di aiutarli a comprendere le energie e i piani sottili. Spesso hanno delle percezioni molto alte che non si sanno spiegare né gestire, e le spiegazioni tranquillizzanti, razionali e logiche dei genitori finiscono per spegnere queste percezioni dirottandoli verso strumenti dove tali percezioni non sono più necessarie, come lo smartphone, l’AI e la TV, e dove perdono le parti migliori di sé.

Nella richiesta di non sottovalutare questo aspetto tecnologico della vita, Clara afferma con una prospettiva evolutiva che gli adulti devono essere coraggiosi:

Gli adulti coraggiosi sono quelli che hanno il coraggio di abbandonare i vecchi schemi per dedicarsi alla spiegazione dell’esistenza dei piani sottili ai giovani”.

E nel sottile troviamo anche le frequenze planetarie di cui ci parla Emanuele Scialpi, astrologo ed esoterista; frequenze in cui siamo immersi e che influenzano le nostre vite. “L’astrologia”, spiega Emanuele, “è una scienza sacra che verifica la corrispondenza tra il macro e il micro, tra l’alto e il basso”. E precisa che il tema natale può essere individuale o mondiale ma, in entrambi i casi, è un codice che rappresenta gli aggregati o residui psichici della personalità, che sono parte delle registrazioni mentali che passano di vita in vita, e non riguardano mai le caratteristiche dell’anima, che è invece una scintilla divina.

L’astrologia mondiale era già stata significativamente espressa, forse vi suonerà familiare, con l’interpretazione del sinodo del Capricorno del 2020, descritta da André Barbault con 30 anni di anticipo, in cui prevedeva una malattia che avrebbe interessato tutto il mondo e avrebbe causato una regressione a livello spirituale globale, con una destrutturazione del sistema economico e organiz

Emanuele Scialpi

zativo.

L’era dell’Aquario iniziava allora col solstizio invernale del 21/12/2020, con un’esplosione dell’uso delle scienze e della tecnologia usate in modo distopico, che prosegue tutt’ora in un’esasperazione sempre crescente. Infatti, l’A.I. potenzia il mentale, quando il mentale dovrebbe essere asservito al cardiaco. È quindi necessario potenziare il lato luminoso dell’Aquario lavorando per una società più spirituale, e non quello oscuro, potenziato da Urano.

Con l’ingresso, il prossimo 26 gennaio, di Nettuno, che rappresenta l’inconscio collettivo, in Ariete, che è un segno di Marte, diventa quanto mai necessario richiamare la spiritualità ad agire nel quotidiano per creare una massa critica che si possa opporre a tale negatività.

A metà febbraio Saturno entra in Ariete e a fine febbraio Saturno si congiunge a Nettuno, sempre in Ariete. È una data molto importante perché Saturno obbliga Nettuno a prendere forma come spiritualità, e se prima poteva essere confusa, adesso diventa molto più precisa e si manifesta nella materia responsabilizzando il collettivo.

Aprile si presenta come una grande opportunità di rinnovamento perché Urano, che è il principio del cambiamento, entra in Gemelli, che rappresenta la comunicazione. E se i giovani imparassero a domare l’A.I., che è l’estremizzazione del mentale, con moderazione e saggezza, al servizio della spiritualità, si risparmierebbero l’atrofizzarsi delle loro parti cognitive non diventando così facilmente controllabili.

A metà luglio, Urano, Nettuno e Plutone si riverberano nel collettivo formando aspetti armonici che fanno prevedere un salto molto potente, che potrà essere quantico o nell’abisso, a seconda della parte che manifesteremo nella nostra vita.

“Tutto ciò che unisce è divino. Ciò che divide è male”, afferma Emanuele. “E a livello collettivo è importante che si facciano scelte corrette che vadano contro le nostre solite zone di comfort. Il mondo cambia se i singoli hanno il desiderio di esprimersi a favore del collettivo. Siamo chiamati a conoscerci in maniera molto profonda e a trasformarci. Non possiamo prevedere ciò che accadrà perché dipende dai singoli. Sta a noi se da tutto ciò, si possa approdare alla nuova era”.

Silvano Peloso

Questo è il messaggio che Emanuele ci dà per affrontare un 2026 complesso, in modo attivo, propositivo e “trascendendo il nostro karma e il nostro oroscopo”. L’astrologia e l’esoterismo sono codici fondamentali che possono essere utilizzati al meglio se conosciuti. Rinunciare all’ego, manifestare il nostro spirito divino e l’etere nel cuore, sono le armi più potenti messe a nostra disposizione per la prova cui ci sottoporrà il nuovo anno.

Anche per le relazioni di coppia arriva un pratico e saggio suggerimento da Silvano Peloso, Counselor relazionale e fondatore del progetto “Stare insieme per crescere”. Dopo la fase da lui chiamata di “monitoraggio attivo reciproco positivo”, che è tipica del primo periodo di innamoramento in cui tutto va bene, ci si deve preparare alla fase di “monitoraggio attivo reciproco negativo” che porta poi alla fase distruttiva della coppia.

Per evitare epiloghi indesiderati e portatori di sofferenza, Silvano consiglia “per il 2026 di ascoltare fino alla fine il proprio partner e rispondere con calma dopo aver contato fino a tre, perché per l’evoluzione della razza umana bisogna lavorare sulle emozioni”.

Riccardo Segattini guida la meditazione finale

Dopo averla aperta, conclude la giornata ricca di spunti edificanti Riccardo Segattini, international pranic healer e counselor energetico, che ci ricorda di non rimanere troppo attaccati alle nostre opinioni e di non essere troppo convinti di quello che crediamo di essere. L’avidia, che dal sanscrito definisce l’ignoranza delle materie metafisiche che riguardano la parte spirituale e divina, ci mantiene in una percezione falsata della realtà facendoci credere di essere solo la forma fisica, che invece ne è solo una parte, e la meno importante. Dobbiamo fare pratica per trasformare e trascendere il contenuto di corpo e mente per superare l’avidia.

Dopo averci allertato su come ogni forma pensiero da noi prodotta diventi un vero e proprio essere vivente che vuole essere nutrito andando nel nostro corpo energetico e nei nostri organi per essere continuamente riprodotto, Riccardo ci consiglia per il 2026 di svuotare quanto più possibile questo contenitore mentale pieno di pensieri ed emozioni, per far riemergere la nostra parte divina e smettere di riprodurre qualcosa che non è la fonte della Grande Madre.

“La mente crea l’abisso e il cuore lo attraversa”, dice. “Per il 2026, il cambio di vita ce lo dobbiamo conquistare”.

Poi ci guida in una meditazione luminosa e trascendente, con la visualizzazione del seme incarnativo permanente attraverso il quale si accede ai cieli, e corona così l’apice della giornata, concludendola in grande armonia e bellezza.

Buon 2026 nell’applicazione del nostro divino.

Simona Valesi

Simona Valesi

Direttore Responsabile di OlisticNews. Giornalista pubblicista, milanese di nascita e californiana d’adozione, ha scritto per diverse testate italiane e statunitensi. Decisa a opporsi all’informazione denigratoria sensazionalista, volutamente...

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Gabriella Origano

Direttore Editoriale di OlisticNews e giornalista iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, con una lunga esperienza nel campo delle Digital Graphic Arts per prestigiosi editori e aziende internazionali. La sua passione per la salute e il benessere naturale nasce dallo studio delle discipline olistiche, che la spingono a lasciare il suo lavoro per seguire la sua vera vocazione. Diventa co-fondatrice e redattrice di OlisticMap, dove seleziona contenuti informativi e scrive per diverse riviste del settore.

Appassionata di yoga, lo integra nel suo stile di vita e collabora attivamente all’organizzazione di Yogafestival. Nel tempo, approfondisce insegnamenti di filosofia e vita, sviluppando un forte impegno a diffondere informazioni per la tutela e l’evoluzione dell’uomo, con l’obiettivo di contribuire a un mondo più consapevole, attraverso la propria testata editoriale.