Vi è mai capitato passeggiando in giardini di casa di amici o in prati di campagna, sopra tutto nei momenti di relax e silenzio, sentire degli scoppiettii? Ti guardi attorno e rimani perplesso perché non vedi né persone né animali in movimento e ti chiedi “ma cosa sarà stato?”

Da ragazza vivendo in campagna, mi capitava spesso e m’immaginavo fossero degli Spiritelli dispettosi.

Se osservate bene attorno, troverete una pianta di Amamelide o Hamamelis, alta anche 5 o 8 metri con foglie ovali alternate, e fiori gialli con 4 petali a forma di linguetta. I frutti di questa pianta assomigliano alle nocciole e quando sono maturi scoppiano rilasciando i semi, che si spargono nel terreno.

L’arbusto crea fiori e frutti contemporaneamente.

Ramo di amamelide

I Pellirossa del Nord America occidentale e del Canada (zona di origine di questa pianta) consideravano questo albero stregato, proprio per gli scoppiettii che emette, ma lo utilizzavano moltissimo. Era una pianta ben conosciuta dai loro Sciamani che, oltre per curare, la usavano per creare archi ed utilizzavano i rami come bacchette per i rabdomanti. Il nome deriva dal greco: hama e melon il cui significato è: simultaneamente, proprio in riferimento alla contemporanea presenza sulla pianta di fiori e frutti.

È una delle piante più efficaci che si conoscano per curare problemi circolatori.

I Nativi Nord Americani la usavano per le proprietà astringenti e vaso costrittrici, applicandola su ferite per arrestare emorragie e cicatrizzare le ferite.

I coloni europei la importarono in Europa nel diciottesimo secolo, conoscendone, grazie ai Pellirossa, le proprietà curative. Da allora è molto usata in T.M. (tintura madre: 30 gocce in poca acqua 3 volte al dì) per i problemi circolatori, gambe pesanti, capillari che affiorano in superfice, couperose della pelle del viso.

Visto che ci avviciniamo alla stagione calda è utilissima per evitare gonfiore e pesantezza delle gambe.

Si può bere, oppure si possono fare applicazioni direttamente sulla pelle, 2 o 3 volte al giorno con degli impacchi: diluendo 50 gocce in una tazzina da caffè di acqua minerale ed utilizzando delle garze imbevute. Ha una forte capacità antinfiammatoria e lenitiva, quindi ottima oltre che per cicatrizzare ferite, anche per far sparire capillari in superfice.

Fiore di Amamelide

Una goccia di tintura madre sulle punture d’insetto riduce il gonfiore e il prurito, ma può essere altresì utilizzata per dolori muscolari grazie alle proprietà rilassanti attraverso gel o pomate all’amamelide.

È usata molto in cosmesi sia per la couperose, come già soprascritto, ma anche perché ha effetto rassodante sulla pelle, quindi ben vengano impacchi, creme o gel. Aiuta a rassodare il seno, il collo, l’interno delle braccia e delle cosce.

Grazie ai Nativi del Nord America occidentale e Canada abbiamo un arbusto che durante l’anno incamera tutta l’energia del sole producendo fiori e frutti in contemporanea e ci ridona questa energia vitale, attraverso l’utilizzo dei suoi fiori e foglie.

L’ amamelide è stata anche chiamata “arbusto delle streghe”, probabilmente per nascondere che è un dono della nostra Dea Madre Terra.

 

Anna Bertone, erborista

 

Redazione

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Gabriella Origano

Direttore Editoriale di OlisticNews e giornalista iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, con una lunga esperienza nel campo delle Digital Graphic Arts per prestigiosi editori e aziende internazionali. La sua passione per la salute e il benessere naturale nasce dallo studio delle discipline olistiche, che la spingono a lasciare il suo lavoro per seguire la sua vera vocazione. Diventa co-fondatrice e redattrice di OlisticMap, dove seleziona contenuti informativi e scrive per diverse riviste del settore.

Appassionata di yoga, lo integra nel suo stile di vita e collabora attivamente all’organizzazione di Yogafestival. Nel tempo, approfondisce insegnamenti di filosofia e vita, sviluppando un forte impegno a diffondere informazioni per la tutela e l’evoluzione dell’uomo, con l’obiettivo di contribuire a un mondo più consapevole, attraverso la propria testata editoriale.