Narra la leggenda che ci fosse una volta una Principessa, la quale si era innamorata di un prode Cavaliere. Con lui trascorse tre giorni e tre notti. Il Cavaliere dovette poi ripartire per seguire il Signore del Feudo e la Principessa, conoscendo le regole, fu costretta suo malgrado ad accettare il distacco.
Volle accompagnarlo all’inizio dello stradone e guardarlo svanire in lontananza. Rimase a guardare e non si sentì di tornare al Castello. Si fermò lì, sul ciglio dello stradone, ad attendere il ritorno del suo amato. Attese molto. Passarono giorni…, mesi…, anni.
Il Cavaliere mai tornò, e la principessa rimanendo lì ferma, per un tempo veramente lungo, accanto al selciato lasciò l’impronta, e piano piano nel tempo si tramutò in una pianta: la Piantaggine.

Piantaggine deriva dal greco Plantago che significa impronta o orma che si riferisce alla forma delle foglie.
È una pianta che cresce ai margini dei sentieri e degli argini. Si pensa sia originaria dell’Europa e dell’Asia centrale e settentrionale, in zone temperate fresche. Ci sono 3 tipi di piantaggine: la Plantago Major L., Media L., Lanceolata L. (a seconda della forma delle foglie).
In entrambe si usano le foglie sia fresche sia secche, ma anche le radici, in decotti da bere, in T.M. (tintura madre). Se ne ricavano poi gli estratti fluidi, gli sciroppi, le capsule micronizzate.
Ottima per le vie respiratorie, in caso di raucedine e tosse, poiché lavora sulle mucose, sia per il tipo di tosse secca che con espettorato. Ha un forte potere antinfiammatorio e il suo lavoro non si limita alle mucose dei bronchi e polmoni, ma anche quelle dell’apparato digerente, quindi utile altresì per gastriti e duodeniti. Ha proprietà anche astringenti e antianemiche.
Ha la capacità di bloccare le emorragie e di favorire la guarigione delle ferite con l’utilizzo delle sue mucillagini.
Le nonne la usavano molto per curare i nipotini, oltre che per gli adulti, facendo anche impacchi, non solo sulle ferite e contusioni, ma al petto e al pancino. Era usuale consigliare anche i clisteri di infuso di piantaggine per pulire l’intestino, perché sapevano benissimo che tutti i problemi nascono da un intestino infiammato e sovraccaricato.
La piantaggine, in passato, era considerata una pianta magica, la sua magia era usata per curare tante problematiche. La pianta era strettamente connessa al mondo dell’astrologia; si diceva fosse legata ai segni dello Scorpione e dell’Ariete.
E c’era chi…, in un’altra leggenda, raccontava che quest’erba aveva le sue origini ed era arrivata, pensate un po’, dal pianeta Marte.
Anna Bertone, erborista

