“Nascondi chi sono, e aiutami a trovare la maschera più adatta alle mie intenzioni” – William Shakespeare

Stupisce sempre di più come la gente indossa consapevolmente diverse maschere nel corso della giornata, abili attori che recitano in modo assolutamente controllato una parte dettata dalla società o dall’ambiente frequentato per essere accettati ed apprezzati a seconda delle circostanze. Indossare una maschera permette di andare oltre l’espediente di essere un unico Io, oscurare la personalità di un individuo per far emergere un’identità diversa, inventata, razionale.

Pirandello nel romanzo “Uno, nessuno e centomila” attraverso la metafora della maschera, spiega come l’uomo sia abile nel nascondersi dietro una “maschera” per limitare agli altri la conoscenza della propria personalità. Si tratta di una alterazione pirandelliana o di un utile adattamento in relazione al contesto e alla situazione sociale in cui viviamo? Secondo Pirandello la vita dell’uomo è in continuo cambiamento, la definizione “Vitalismo” sta appunto a significare un’eterno fluire della vita in una personalità coerente e unitaria. Chiunque crede di essere “uno” ma la verità è che ci sono più individui diversi in ognuno di noi a seconda di chi ci guarda.

Nella teoria di Carl Gustav Jung, “la maschera” è la parte esteriore dell’individuo che porta e usa tutti i giorni, in base al ruolo che vive all’interno della società. La parte interiore “L’Ombra” è l’inconscio che per quanto contrastante crea con la maschera una connessione bilanciata.

Nella società moderna, siamo chiamati a ricoprire ruoli diversi perdendo di vista il nostro sé e la nostra vera identità. Ma mostrare realmente se stessi è possibile e cosa si nasconde dietro la maschera?

Sono molte le persone felici, di successo con una vita apparentemente perfetta, ma spesso mostrano qualcosa che non sono o che non hanno. Persone sentimentali che si dimostrano razionali, stressate che si mostrano serene, pessimiste che si manifestano ottimiste.

Per cogliere la vera personalità delle persone dobbiamo andare oltre l’apparenza della maschera e soffermarci sulla loro comunicazione non verbale, senza preconcetti partendo da un punto di vista totalmente imparziale, utilizzando i sensi e leggendo l’invisibile grazie alle percezioni, per vedere l’elemento più sottile e spirituale dell’uomo che è l’anima la parte contrapposta al corpo. Tutto questo possiamo sentirlo grazie alle intuizioni.

Perché la maschera è una sorta di mistero ed è ciò che ci permette di conoscere realmente una persona.

Gabriella Origano

Gabriella Origano

Direttore Editoriale di OlisticNews, giornalista iscritta all’elenco dei pubblicisti dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia; lavora per anni nel campo delle Digital Graphic Arts per importanti editori e aziende internazionali. Scopre la...

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