L’Ayurveda e le stagioni 

Vi sentite intorpiditi, la vostra digestione è lenta, il risveglio al mattino difficile, l’umore grigio, la mente poco chiara? L’Ayurveda ha una spiegazione per tutto cio’. Il tardo inverno è la tipica stagione in cui il dosha kapha (composto dagli elementi acqua e terra) si accumula, specialmente se siamo spesso incorsi in giornate di pioggia, neve e nebbia. Se poi siamo nati con una costituzione individuale (prakrti) caratterizzata da una predominanza di kapha, o se il nostro squilibrio di salute attuale (vikrti) presenta un eccesso di kapha, piu’ facilmente sperimenteremo questo stato.
Le qualità legate a kapha sono proprio la lentezza, la pesantezza, la densità, l’umidità, il freddo.
Ecco perchè, tra febbraio e marzo, spesso sperimentiamo cali di energie. Anche il muco si accumula, si acuiscono i dolori reumatici, le problematiche respiratorie, le cefalee tensive e croniche, le depressioni e molti altri disturbi.
Come abbandonare questo stato di torpore per ritrovare la nostra leggerezza e vitalità?

Ecco alcuni consigli dall’Ayurveda:

1) Dieta:
Come sappiamo l’Ayurveda vede nel cibo la nostra principale medicina. Per contrastare l’eccesso di kapha, dobbiamo favorire l’utilizzo di cibi pungenti,amari e astringenti ed utilizzare usare spezie come zenzero, cardamomo, semi di mostarda. La natura ci viene in aiuto offrendoci in questa stagione carciofi, cardi, bietole,cavolini di Bruxelles, cicoria, radicchio, rapa, cavolo verza, pompelmo.
Occorre evitare quanto piu’ possibile cibi freddi e umidi, lenti da digerire (ad esempio formaggi vaccini molli, banana, yogurth, glutine), ridurre l’apporto di sale (che richiama acqua, che in questo specifico periodo dell’anno piu’ facilmente tenderà a ristagnare) e limitare la quantità di cibo. E’ importante inoltre oncentrare il pasto principale nell’ orario in cui il nostro fuoco digestivo-metabolico è piu’ alto, ovvero tra le 12 e le 14.
Per meglio prepararci all’arrivo della primavera, e ridurre le recrudescenze delle allergie stagionali, potrebbe essere utile già da ora una dieta detossificante personalizzata, impostata dal medico secondo la nostra costituzione individuale e le nostre esigenze, eventualmente associabile a prodotti ayurvedici che mirano a ridurre lo squilibrio doshico sussistente.

2) Routine di igiene quotidiana:
Utilizziamo al mattino un nettalingua, per pulire la patina bianca che si forma sulla lingua (e che rappresenta l’accumulo di tossine avvenuto durante la notte).
Un ulteriore consiglio è il mantenimento di una pratica quotidiana di pulizia delle cavità nasali, ovvero jala neti, cui si puo’ associare la pratica di pratimarsa nasya (instillazione di gocce di olio nel naso). Evitiamo di dormire durante il giorno, anche se ci sentiamo stanchi, e svegliamoci al mattino presto, possibilmente alle 6 o prima. Indossiamo colori luminosi e caldi (arancione, rosso).

3) Trattamenti Ayurvedici
Trai trattamenti ayurvedici consigliati in questo periodo vi è l’udvartana, un trattamento in cui polveri di erbe medicate vengono passate energicamente sul corpo secondo la direzione pratiloma, aiuta a mobilizzare le tossine ristagnanti e far circolare meglio le energie nel nostro corpo, dandoci un senso immediato di leggerezza.
Un trattamento che adotta gli stessi principi dell’udvartana, pur essendo piu’ delicato, e che, una volta imparato, si puo’ praticare anche in autonomia è il garshana. Il garshana viene fatto con dei guanti di seta grezza, attraverso i quali si stimola l’interessa superficie corporea, con movimenti lineari su braccia e gambe e movimenti circolari sulle articolazioni e lo stomaco.

4) Yoga
Sappiamo che quando un eccesso di kapha è presente, tendiamo alla pigrizia e all’inerzia: piu’ stiamo fermi e piu’ il kapha si accumula.
La prima regola per vincere questo circolo vizioso è dedicarci ad un’attività fisica energizzante e consapevole per incrementare la nostra mobilità, flessibilità e sensibilità di corpo, mente e anima.
Lo yoga, come sempre ci aiuta. Come? Pratichiamo Surya Namaskar (il saluto al sole) tutte le mattine, al risveglio, ad occhi chiusi, immaginando il sole rosso che sorge dal mare, con attenzione all’inspiro e all’espiro. Sperimentiamo Kapalabhati Pranayama, che immediatamente ossigenerà le cellule di tutto il nostro corpo, soprattutto quelle cerebrali, favorendo il risveglio e l’espulsione di muco.
Possiamo ricorrere al seguente mudra per ridurre kapha: posizioniamo il mignolo e anulare alla base del pollice e schiacciate con il pollice le due dita alla base del pollice, mantenendo indice e medio allungati, respiriamo nella posizine per almeno 5 minuti.
Nella nostra pratica quotidiana concentriamoci su Natarajasana o Ustrasana e sul beckbending, arrivandoci sempre con morbidezza, secondo le nostre possibilità del momento. Lo scopo è favorire il risveglio dal letargo invernale,aprendoci all’esterno, a cio’ che accade dentro e fuori di noi e ribilanciando le energie femminili (la ricettività) e maschili (l’azione).
Mentre pratichiamo, sorridiamo: il sorriso stesso attiva il nostro organismo e lo illumina, magari non siamo realmente allegri, ma il nostro cervello non lo sa, e attiverà un circuito di endorfine riconoscendo l’attivazione dei muscoli delle nostre labbra che abbozzano quel sorriso.
Possiamo anche provare a ridere, rumorosamente: avremo uno sblocco a livello diaframmatico,il viso assumerà nuova luce e apriremo i nostri canali (srotas in ayurveda) e la nostra mente al nuovo. Siamo ora pronti all’arrivo della primavera.

Dott.ssa Dacia Dalla Libera

Redazione

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