Tutti noi mentiamo di continuo, anche più volte al giorno, addirittura anche a noi stessi, il più delle volte in modo inconsapevole.

Ma come è possibile smascherare un bugiardo? Vediamo qui di seguito 3 semplici metodi per scoprire l’inganno.

1 – I bugiardi amano i dettagli

I bugiardi tendono a fornire molte informazioni alle storie che raccontano, spesso inutili senza che qualcuno gliele abbia chieste.

Ma attenzione, sono informazioni che non hanno nulla di personale, sono solo grosse generalizzazioni, sono per lo più descrizioni su descrizioni, in nessuna frase c’è veramente qualcosa di emotivo e coinvolgente.

Chi mente pensa che arricchire la sua storia la farà diventare più credibile, cosi la infarciscono di dettagli anche irrilevanti, però facendo cosi, la storia tende ad essere meno credibile e più complicata. Più elaborato è il racconto più è probabile che si tratti di un’invenzione! In particolare il verbale di chi mente è conciso, sintetico, incompleto, con enunciati brevi, privi di soggetto e con predicati sottintesi.

Gli studi caratterizzati dall’attenzione rivolta al solo contenuto verbale hanno messo in luce che il bugiardo utilizza un linguaggio dove è presente:

– minor numero di asserzione ai fatti
– le dichiarazioni false risultano più brevi di quelle vere
– minor riferimento alle esperienze personali vissute
– pochi riferimenti a persone, luoghi o eventi,
– si servono moltissimo di termini generici come tutti, ogni volta, nessuno, mai, ecc.

2 – Controllare lo stato emotivo

Gli stati emotivi non sono altro che segnali stress e lo stress incide sulla menzogna, in particolare sulle pupille.
C’è infatti una profonda relazione tra pupille e bugie. Durante una bugia infatti, abbiamo una leggera dilatazione della pupilla.

3 – Il bugiardo… va piano

Sappiamo che la comunicazione è costruita su 3 canali importantissimi: il verbale, il paraverbale e il non verbale. Quando diciamo la verità non abbiamo bisogno di controllare i 3 canali comunicativi, ma quando diciamo una bugia ne possiamo controllare a malapena uno, e di solito quale scegliamo? Ovvio, quello verbale. Cosi il non verbale e il paraverbale li tralasciamo.

Cosa comporta questo controllo? Comporta una diminuzione della velocità dell’eloquio, infatti la velocità nel parlare è più lenta del normale, facciamo molte pause, si può avere qualche balbettio ed è possibile fare anche qualche lapsus. Questo perchè dobbiamo pensare a cosa dire e a come essere più credibili.

Fabio Pandiscia

Dottore in Psicologia ad indirizzo clinico e di comunità, Ricercatore e Master Trainer PNL , Autore di vari libri sul linguaggio del corpo, miglioramento personale e PNL. Coach Counselor con certificazione ISI-CNV, Imprenditore e Partner di varie...

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