Il vuoto quantico come origine della bellezza e il vuoto mentale per la scoperta della verità

Sono temi esistenziali che riguardano sia il macrocosmo sia la vita umana, quelli affrontati dagli scienziati cinesi ospiti di Sua Santità il Dalai Lama a Dharamsala, nella seconda e terza giornata del dialogo fra fisica quantistica e conoscenze buddiste. Non viene tralasciato neanche l’attualissimo problema del surriscaldamento climatico globale, un segnale molto forte che, secondo il Premio Nobel Yuan Tseh Lee, scienziati, politici e popolazione terrestre nella sua interezza non possono continuare a ignorare. L’intervento degli scienziati per educare la popolazione è ciò che propone SSDL:

«Il problema è globale quindi anche la soluzione deve essere globale. Dobbiamo cambiare i nostri stili di vita ma dobbiamo anche ideare qualcosa per educare le persone ad usare il cuore in modo che cambino il loro modo di pensare e escano dalla loro visione centralizzata ed egoista. Credo che tutti i Nobel per la pace debbano incontrarsi con gli scienziati per stilare una lista di azioni che la gente possa fare; allora qualcosa potrà succedere».

Sua Santità, spiegando la formazione dell’universo secondo gli studi buddisti, interpreta anche il significato della crisi climatica che stiamo attraversando: «Secondo la tradizione indiana, l’universo si è creato dal nulla. Non c’è mai stata una situazione di sottovuoto, ma c’è sempre stato lo spazio, l’elemento più sottile. Le particelle di spazio, per la loro natura di impermanenza e mutabilità, si sono combinate tra loro formando l’aria che, quando entra in contatto con l’energia, produce calore e forma il terzo elemento, il fuoco. Il calore sviluppa liquido e da liquido si trasforma in solido. Un processo di evoluzione dei 5 elementi che si dissolve col processo inverso, come molte galassie che compaiono e poi scompaiono. È una spiegazione abbastanza logica dei testi buddisti che spiegano il ciclo della creazione, non solo del nostro universo ma di tutti gli universi, in quattro fasi: vuoto, formazione, resistenza e distruzione, cioè quando si forma il Big Bang e tutto ricomincia da capo con lo stesso ciclo, ripartendo dal vuoto».

«Il periodo della distruzione si attua per espressione di uno degli elementi, e l’aggravarsi del cambiamento climatico, trova riscontro nelle scritture che parlano di quando il sole aumenterà di sette volte la sua potenza e pare che ci stia dicendo che il prossimo Il Big Bang avverrà come evoluzione dell’elemento fuoco».

Il dialogo si sviluppa sulla sensibilità di voler trovare una formula per portare dei miglioramenti nel mondo, dal cambiamento climatico alla violenza diffusa globalmente. SSDL si appella ancora una volta agli scienziati della delegazione per esortarli a intraprendere un tipo di ricerca che sia finalizzata a diminuire la rabbia,

«perché noi possiamo essere affascinati dalle scoperte della fisica quantistica ma nella vita quotidiana quello che ci influenza sono le emozioni forti e esagerate. Spero che sempre più scienziati possano utilizzare tutta la loro conoscenza per influenzare la mente umana. Credo che la ricerca debba avere uno scopo, quello di ridurre la sofferenza e la violenza nel mondo. Non sto chiedendo che seguano la mia religione ma che s’impegnino a costruire qualcosa per un’umanità felice e un mondo pacifico. Gli scienziati possono influenzare molto la società e dovrebbero pensare a come poter ottenere un mondo felice e a ridurre la sofferenza dell’umanità».

Sua Santità spiega che lui stesso contribuisce a questo obiettivo tramite la meditazione e la ricerca del vuoto mentale sui temi dell’altruismo e della compassione universale. Spiega che man mano che si pratica la meditazione, diviene sempre più chiaro l’obiettivo che si vuole perseguire e «quando raggiungi il culmine della tua richiesta, con quel tipo di comprensione del mondo, non c’è bisogno di ricercare più niente, e tutto il mondo delle apparenze ti ricorda solo l’essenziale della natura del vuoto».

Con la fisica quantistica si sta scoprendo che il vuoto non è assoluto ed è ciò che in esso è contenuto che permette fenomeni inspiegabili per la scienza tradizionale. A questo riguardo SSDL ha citato alcuni avvenimenti recenti, come il corpo di un maestro deceduto che è rimasto fresco per 13 giorni dopo la morte clinica, il bambino che ricordava in maniera vivida la sua morte della vita passata nell’attentato alle Torri Gemelle, o quel giovane che ricordava la sua vita passata come monaco tibetano e ha voluto rivedere il suo monastero riconoscendone tutti i dettagli.

Sua Santità, che ribadisce che il cervello e la mente sono due cose diverse e separate, spiega che i bambini fino ai 5 anni, poiché non hanno il cervello ancora pienamente sviluppato, possono ricordare molto bene le loro vite passate usando la mente, se non vengono inibiti da un’educazione che ignora queste manifestazioni.

Il vuoto non è assoluto. Sia in questa stanza come in un atomo il vuoto è pieno di particelle, spiega il Dalai Lama: «Ad un livello atomico ogni atomo vuole occupare il suo spazio e non permette a un altro atomo di prenderglielo. Lo spazio vuoto ha un ruolo. All’interno dell’atomo permette agli elettroni di muoversi in circolo, e in ogni situazione gioca un ruolo diverso».

«Quando raggiungi lo stato di vuoto mentale riconosci immediatamente che c’è una differenza tra la tua soggettiva percezione della realtà e la realtà, e non hai più bisogno di credere a quell’apparenza. Il potere di questo stato è che ti permette di disattivare le tue reazioni aggressive o esagerate. La pratica del Bodhicitta è molto potente per ottenere questo. E credo che conoscere la fisica quantistica possa aiutare a portare più comprensione per raggiungere questo stato».

Nonostante tutti gli esseri senzienti abbiano una mente ed emozioni, solo il cervello umano ha la speciale capacità di avere questo tipo di esperienza e, dal punto di vista buddista, dichiara il Dalai Lama, «se tracci il percorso del tuo corpo fisico, puoi risalire fino alle origini, dove ci sono solo particelle di spazio.

«Bisogna usare l’intelligenza umana per investigare, non per credere».

«In occidente si segue la filosofia di un Dio creatore, mentre in Asia si segue la filosofia dell’auto-creazione, quindi tutte le responsabilità sono sulle tue spalle. Non preghi e chiedi aiuto al Buddha. Il Buddha stesso dice che non può cancellare il karma di altri o trasferire in altri le sue realizzazioni, ma è soltanto nel mostrare le verità che lui ha scoperto che può guidare gli altri verso la libertà in modo che ognuno di noi diventi il maestro di se stesso».

«Anche in Tibet, quando pregano, sembra che chiedano cambiamenti a un dio come se non dovessero fare niente loro stessi. Dopo 20 anni di studio rigoroso puoi arrivare a un’esperienza, ma 20 anni di preghiera a un guru non ti porta a niente».

Convinto che la conoscenza buddista non debba rimanere nei testi o essere praticata solo dagli studenti buddisti, ma essere utilizzata in tutto il mondo, il Dalai Lama conclude:

«Ora è il momento giusto per sfruttare la conoscenza della mente e delle emozioni come sono trattate dalla tradizione buddista. Noi siamo studiosi della tradizione non lineare che ha un grande potenziale. Noi qui siamo in pochi ma rappresentiamo miliardi di persone. Se abbiamo delle emozioni negative, le preghiere non le faranno andare via, ma se alleniamo la mente ad avere una piena conoscenza di tutto il sistema delle emozioni e della mente, come una materia accademica e non come una materia religiosa, possiamo portare dei cambiamenti».

Ed è con questo auspicio che Sua Santità il XIV° Dalia lama del Tibet, dal suo esilio a Dharamsala, dichiara che c’è bisogno di una rivoluzione di un nuovo tipo di socialismo e che se si farà, lui sarà il primo a parteciparvi. Il grande uomo.

 

Simona Valesi

 

Simona Valesi

Direttore Responsabile di OlisticNews. Giornalista pubblicista, milanese di nascita e californiana d’adozione, ha scritto per diverse testate italiane e statunitensi. Decisa a opporsi all’informazione scandalistica, volutamente polemica e tragica...

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