Il lavaggio energetico-emozionale (LEE) del quale si parla in questo articolo è una delle tecniche terapeutiche sviluppate dal cardiologo israeliano nader butto: agisce sul corpo per liberarlo dai nodi emozionali, elabora l’informazione della psiche per completare il processo di apprendimento e permette all’anima di seguire il suo cammino di crescita ed evoluzione. con questa tecnica “si lavano via” le emozioni rimaste intrappolate nell’anima e che, se non affrontate, possono generare malattia. l’intervento terapeutico contemplato permette di arrivare nel profondo, a livello inconscio; è utile anche a liberare da traumi verificatisi durante il parto o prima del parto e, talvolta, perfino a superare la barriera del tempo per individuare elementi traumatici connessi a vite passate attraverso una regressione cosciente della memoria.

Quando l’individuo è in equilibrio in tutte le sue funzioni vegetative, mentali e spirituali, è un essere che gode a pieno lo stato di salute, ossia uno stato di benessere fisico, psichico e sociale, com’è stato definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Tra le peculiarità più interessanti che vanno considerate dal punto di vista clinico vi è senz’altro la specifica correlazione tra organi ammalati e conflitti psicologici che vi si trovano alla base, e che tre decadi di esperienza medica ospedaliera mi hanno consentito di definire con precisione. È per me assodato che i blocchi energetici dovuti ai conflitti comportano, per l’organismo umano, un dispendio notevole di energia a discapito delle funzioni biologiche. Il conflitto psicologico non risolto e ripetuto crea uno stato di dissonanza fra il campo magneto-elettrico e il corpo fisico. Questa dissonanza provoca interferenze di onde distruttive, quindi tende ad allontanare dallo stato di omeostasi; con questo termine – che deriva dal greco “omoios”, uguale, e “stasis”, arresto, stabilità – si intende l’insieme dei processi che mantengono costanti le condizioni dell’organismo intervenendo con meccanismi di controregolazione ogni qualvolta si ha un allontanamento dalla situazione di equilibrio, pertanto un sistema energetico forte permette al sistema difensivo di intervenire continuamente per mantenere lo stato di omeostasi.

La debolezza energetica dovuta sia allo stesso stress ripetuto, sia ai fattori ambientali o ad altri fattori psicologici che richiedono energia, esaurisce l’energia dell’intero sistema difensivo, e ciò favorisce la manifestazione della disfunzione fisiologica, che porterà alla patologia e alla malattia. L’intervento terapeutico, pertanto, secondo la mia visione, non ha lo scopo di trattare i sintomi, e nemmeno di curare le malattie, bensì di liberare la persona dalle sue limitazioni conflittuali e dai blocchi energetici, per permetterle di riconquistare l’armonia psico-fisico-spirituale e quindi proseguire lungo il suo cammino evolutivo, per realizzare il suo destino, e sentirsi felice nonostante gli ostacoli della vita.

Per ottenere questo applico tre tecniche terapeutiche che ho ideato nel corso degli anni: il FEEL® (Fast Emotional Elaboration and Liberation), il TTRT® (Trans Temporal Regression Technique) e il LEE® (Lavaggio Energetico Emozionale), quest’ultimo può essere considerato come il punto d’incontro finale, sia nella terapia fisica di malattie del corpo, sia dopo i trattamenti con il FEEL o il TTRT. La tecnica del FEEL consiste in un’elaborazione e liberazione emozionale rapida.

Il FEEL, infatti, è in grado di sciogliere rapidamente i conflitti emozionali, le fobie, le ansie, le paure e le sofferenze fisiche, e può essere integrato nei programmi terapeutici aumentandone l’efficacia. Il TTRT, invece, consiste in una tecnica terapeutica basata sul concetto che una parte dei disturbi psicologici e fisici di questa vita può essere il risultato di conflitti traumatici delle vite passate.

Il TTRT quindi è una regressione, non ipnotica, compiuta con leggero dondolamento della persona che, in stato di veglia, abbiamo posto in piedi; tale regressione permette di canalizzare l’informazione presente nell’anima umana, di rivivere la morte e di vedere ciò che è avvenuto anche dopo la morte, risolvendo in questa maniera il disturbo correlato.

Il lavaggio energetico emozionale LEE, infine, è in grado di riportare allo stato di risonanza il corpo e l’energia che anima il corpo, quindi di ripristinare il benessere: riduce lo stress e permette di percepire le difficoltà come uno stimolo di crescita, tanto da comprendere la realtà in maniera costruttiva, e ottenere un profondo senso di autorealizzazione, di amore, di libertà e di felicità. Lo scopo del lavaggio energetico emozionale – rivolto all’evoluzione e alla crescita dell’anima – è quello di indurre o ripristinare l’equilibrio psicofisico per la liberazione del corpo da malattie fisiche, e condurre all’elaborazione dell’informazione per completare il processo d’apprendimento.

In cosa consiste il “Lavaggio Energetico Emozionale (LEE)”?

Il lavaggio energetico emozionale consiste nel trasmettere una grande quantità di energia alla testa del paziente, attraverso le mani del terapeuta, dopo aver “aperto” i chakra bloccati e drenato energia lungo l’aura della persona. Inizialmente si lavora sul corpo tramite esercizi fisici, volti a liberare le zone e i tessuti del corpo fisico con eccesso di tensione. In seguito, al momento giusto, inizia la trasmissione di energia da parte dell’operatore, fino a provocare un particolare tremito della muscolatura, in particolar modo quella delle gambe. Con il LEE, agendo sul corpo fisico, si possono liberare i conflitti psicologici primordiali alla base dei disturbi psicosomatici e delle patologie organiche ed elaborare l’informazione nella psiche, con conseguente allargamento della coscienza per arrivare alla liberazione dell’anima.

La liberazione dai blocchi energetici e dalle emozioni negative, che possono essere intrappolate e cristallizzate negli organi, potrebbe essere accompagnata da una liberazione emozionale, creatasi al momento del conflitto traumatico, e può essere associata a dolore fisico. Questo processo viene indotto attraverso la respirazione circolare continua, la stimolazione dei punti di blocco emozionale, l’apertura dei canali e dei centri energetici, in una condizione di veglia.

La liberazione emozionale avviene in forme molto diverse da una persona all’altra; si può dire, infatti, che non ci sono due persone che manifestano la stessa reazione emozionale che, normalmente, ha luogo prima della reazione fisica o, a volte, poco dopo la reazione di tremore del corpo. Possono manifestarsi reazioni diversissime tra loro: pianti, grida, attacchi di paura, risate incontrollate, e così via. Questa è una tecnica che permette di arrivare nel profondo, a livello inconscio, utile anche a liberare traumi verificatisi durante il parto o prima del parto, ma soprattutto di superare la barriera del tempo per individuare traumi relazionati a vite passate attraverso una regressione cosciente di memoria.

Questo stato di connessione con il contenuto informativo dell’anima (l’incosciente) viene indotto attraverso la stimolazione di punti chiave presenti sul corpo fisico, insieme ad una apertura respiratoria dei canali e dei centri energetici, in una condizione di veglia. Le emozioni possono essere piacevoli quando stabilizzano e rinforzano il nostro benessere, oppure dolorose come risposta di autodifesa per superare l’evento minacciante e riportare l’insieme psicofisico della persona allo stato di benessere preesistente.

L’elaborazione psicologica ha lo scopo di portare alla consapevolezza il principio che la sofferenza psicologica e la malattia fisica non sono altro che un messaggio dell’anima che indica al soggetto il punto di deviazione dal suo cammino evolutivo e “gli esami” che devono essere superati per sentirsi infine realizzato e felice.

Il rinnovamento del flusso energetico negli organi, riporta alla pulsazione ritmica delle quattro fasi necessarie per la salute di qualsiasi essere vivente: scioglie le tensioni e aumenta le potenzialità vitali. La liberazione del blocco energetico porta alla risoluzione di adattamento che permette il collegamento con le associazioni adeguate. Si completa così un processo d’apprendimento in maniera che l’esperienza venga poi usata in maniera costruttiva, integrata in uno schema emotivo e cognitivo, per affrontare con efficienza gli eventi futuri. L’elaborazione dovrebbe stimolare la stessa dinamica che si verifica durante il percorso d’apprendimento.

Questo processo avviene in quattro fasi ed è importante segnalare che gli effetti che si ottengono sono profondi, stabili e duraturi e permettono alla persona di continuare l’eventuale aggiornamento con un senso di amore, libertà e felicità. Durante il Lavaggio Energetico- Emozionale si fa “passare” tutto il corpo fisico attraverso le “quattro fasi della vita”: eccitazione, espansione, contrazione e rilassamento.

I segnali fisici del flusso energetico appaiono soprattutto nella fase di contrazione e possono essere i seguenti: tremori, convulsioni, brividi, freddo alle mani e ai piedi, senso di anestesia alle mani, alle labbra e in tutte le zone con eccesso di tensione, senso di paralisi alle mani, difficoltà nel parlare, vertigini, sollevamento delle mani e delle braccia dal lettino, sensazione di flusso di campo elettrico alle dita. Le reazioni emozionali sono dovute alla liberazione delle emozioni che hanno provocato il blocco energetico che potrebbe essere avvenuto anche tanti anni prima della manifestazione del disturbo fisico.

Durante queste esplosioni emotive le persone rivivono pienamente lo stato emozionale vissuto durante il conflitto psicologico, sia che esso sia avvenuto un anno prima, o che si sia verificato durante l’infanzia, durante la gravidanza, durante il parto, oppure in una vita passata. Infatti, il lavaggio energetico emozionale agisce profondamente nella psiche e nell’anima della persona sino a livelli precedenti il parto, quindi anche a livelli informativi durante la vita intra-uterina, ma questa metodica permette anche, in condizione di veglia, di accedere a eventi traumatici delle vite passate rivivendoli pienamente e coscientemente in maniera tale da permetterne un’elaborazione completa.

Con questa tecnica, quindi, “si lavano via” le emozioni rimaste intrappolate (non adeguatamente elaborate) nell’anima (inconscio) e che si manifestano, pertanto, come esplosione emozionale. Dopo il trattamento, la persona entra in stato di rilassamento con un senso di vuoto interno, di liberazione, sentendo un flusso di felicità, di gioia e di allegria che sgorgano dentro il petto con un senso d’amore molto profondo. La chiusura dell’incontro deve essere effettuata dopo il processo di liberazione e di rilassamento. Invitiamo la persona a descrivere le sue sensazioni in maniera consapevole in modo da rinforzare l’aspetto cognitivo positivo e ripristinare uno stato emotivo piacevole.

Dopo la sessione terapeutica bisogna pertanto assicurarsi che il paziente, prima di lasciare la clinica, sia “presente a se stesso”. Nel caso che il paziente mostri ancora qualche segnale che faccia pensare che l’effetto non si è ancora esaurito dopo la reazione di abreazione1, gli si consiglia di riposare nella sala di attesa, per mezz’ora o un’ora. A volte la liberazione non avviene con un solo lavaggio, e la persona può continuare a sentire che le emozioni non sono ancora del tutto elaborate; tornando a casa potrebbe continuare ad avvertire emozioni di disagio e di pianto, con la necessità di proseguire il processo terapeutico. Dopo il lavaggio energetico, infatti, il corpo e la psiche tendono, in maniera naturale, a ricadere negli schemi mentali e fisici che erano presenti prima del lavaggio. Per evitare questo e per ridurre la dipendenza fra il terapeuta e il paziente, ho messo a punto l’ulteriore tecnica dell’autolavaggio che permette alle persone di applicarlo autonomamente senza l’aiuto del terapeuta.

Nader Butto
Articolo tratto da Eterno Ulisse