Sciamanesimo e zoologia mostrano la via della femminilità profonda.

I lupi stanno tornando. I Lupi, quelli veri, stanno di nuovo rilasciando le loro tracce sui monti, nelle campagne e fin anche fuori da certe città della nostra penisola.

Il ritorno del lupo ha un effetto sorprendente sugli ecosistemi, la sua presenza rimette in circolo un’energia fondamentale per l’ambiente, apportando una serie di profondi benefici: dal mantenimento equilibrato delle specie preda, al conseguente riallineamento dell’ecosistema, tramite il naturale rinnovamento delle foreste, e al derivante raccoglimento delle acque e assestamento idrogeologico.

Ma la paura collegata al suo nome, le credenze costruite nei suoi confronti nei secoli bui, sono difficili da dipanare e hanno ormai sovrastato ciò che veramente il lupo ha da comunicare all’essere umano, ciò che invece ben sapevano i popoli antichi.

L’uomo ha sempre guardato al lupo con una sorta d’ancestrale ammirazione e rispetto, intimamente affascinato e spaventato allo stesso tempo, ed è ciò che ora piano piano sta ritornando alle nuove generazioni che ne colgono l’ispirazione, anche se ancora mantengono una certa distanza di sicurezza.

Ma allora chi è il Lupo? Cosa rappresenta oggi per noi la sua presenza così “vicina”?

Ne parliamo con due donne fuori dal comune, che stanno dedicando la loro vita alla ricerca e alla condivisione del loro sapere. Due ambiti completamente differenti, ma sorprendentemente intrecciati. Una zoologa e una spiritual coach.

Mia Canestrini è una giovane donna, lupologa, che ha vissuto per più di dieci anni tra i lupi dell’Appennino Tosco-Emilano. Il suo primo libro “La ragazza dei Lupi” (Piemme Editore) è andato in classifica e in ristampa solo dopo due settimane dall’uscita.

Jennifer Pipolo, con oltre venticinque anni d’esperienza nello studio delle tecniche e delle discipline ancestrali, piena di una vita in viaggio e a contatto con i grandi e veri Maestri della spiritualità, aiuta gli altri a ritrovare e sperimentare un’evoluzione gioiosa, tramite ritiri e seminari in tutto il mondo, dove la Natura profonda e la saggezza animale, sono spesso gli elementi fondamentali di riconnessione.

Entrambe si sono ritrovate sul sentiero del lupo per condividerne e diffonderne la conoscenza profonda della sua essenza, della sua “medicina”, soprattutto parlando alle donne, aiutandole a ritrovare la loro parte “selvatica”, quella rimasta nascosta sotto tanti condizionamenti della vita, quella parte così sana e saggia, come sano e saggio è ciò che la figura iconica del lupo può insegnare.

– Il lupo da centinaia di anni, è un’archetipo molto profondo, nella mente e nel subconscio umano.- spiega Jennifer Pipolo – Purtroppo è stato identificato con un ruolo negativo nei nostri confronti, fatto di ferocia e crudeltà. “Il lupo mangia l’uomo”. In realtà il lupo e la lupa, nella loro estrema libertà e individualità, hanno una struttura societaria molto simile a quella umana: creano una famiglia, proteggono i cuccioli, hanno un rapporto esclusivo con il partner e mantengono fermamente le relazioni con il branco. Ci sono un sacco d similitudini, nelle quali noi donne possiamo rispecchiarci, e apprendere, attraverso questo animale che molto ci scuote dentro, ritrovando quel senso di libertà e di selvaggio, spesso rimasto sepolto dai tanti doveri che la società impone.

La donna, il femminile e il lupo, proprio per queste caratteristiche, sono stati combattuti per migliaia di anni, dalla visione patriarcale antica. Il lupo infatti rappresenta la natura indomita e intuitiva, di quell’istinto non controllabile.

Ed è proprio la possibilità di “non controllare”, del “lasciarsi andare all’istinto” che sono stati lesi, e non solo dal sistema patriarcale, ma dalla donna stessa, che oramai vive con ansia qualsiasi mancanza di controllo.

Ma il risveglio del femminile, della creatività e dello slancio dell’intuito, sta proprio lì, in quel “seguire l’istinto” e necessita urgentemente di un confronto forte e diretto con la figura animale e con la sua metafora, così potente e esemplare.

Chi ha incontrato veramente i lupi, sa quanto speciale può esserne l’insegnamento.

Sono nata con la passione per i cani e il lupo ne è l’antenato. Sapevo da subito qual’ era la mia strada – dichiara Mia Canestrini – Non piacendomi però la medicina veterinaria e amando le montagne, ho deciso di dedicare gli studi alla zoologia e al lupo, che incarna in se’ libertà, vita selvaggia e un profondo percorso di amicizia millenaria con l’uomo.

All’inizio degli anni 70, in Italia i lupi erano quasi scomparsi, poi negli ultimi quarant’anni, hanno avuto un naturale recupero, anche grazie ad un’attenzione e a una coscienza ambientale sempre più concreta. Avere una stima esatta è ancora difficile, ma grazie ai dati recenti si può azzardare numeri tra i 1500 /2000 animali, tra branchi, coppie e individui solitari, sparsi su quasi tutto il dorso appenninico e l’arco alpino italiano. La mortalità per mano dell’uomo (soprattutto per avvelenamento…), è davvero ancora molto alta. Per contro l’ultimo attacco ad un umano, in Italia, si registra circa un secolo fa. Salvaguardare le loro vite è la mia missione.

Il primo incontro con loro è stato straordinario. Ho avuto la fortuna di vedere un intero branco con i cuccioli, in una zona di bassa collina in cui i lupi erano tornati da pochissimi anni. Un evento raro, il primo di stupefacenti, struggenti, strazianti ed emozionanti incontri.

Seguire il loro cammino, mi ha permesso di conoscermi meglio. Vivere una vita interamente dedicata ai lupi è vivere innanzitutto una vita d’isolamento e di grandi momenti di solitudine. E la vita in quegli spazi è fatta soprattutto di lunghissimi silenzi nei quali c’è molto d’ascoltare, non solo i propri pensieri, ma anche l’insegnamento profondo della natura stessa. –

Come nasce il progetto d’incrociare le differenti sapienze con un tema ancora così controverso e misterioso?

– Mi piaceva molto l’idea di portare le nostre due esperienze, quindi di ancorare questo lavoro sull’archetipo del lupo, in una realtà italiana che effettivamente è vicina a noi.- risponde Jennifer, ideatrice dei tanti Wild Woman Retreat – Ho scoperto che fuori dalle porte di Bologna, ad esempio, ci sono i branchi di lupi: noi non lo sappiamo, li vediamo sempre lontani, e invece sono qui vicini. Scoprire, assieme a Mia, come trovarne le tracce, apprendere le loro abitudini, è un modo per penetrare ancora più profondamente nello spirito di questi animali. Magari non li si incontra, ma entrando in contatto con il loro spirito, c’è modo di attivare quella speciale medicina, la loro precisa essenza, dentro se stessi. Questi sono i grandi segnali con i quali i nativi americani hanno da sempre creato e vissuto la loro vita. Loro sanno esattamente come sentire, percepire, visualizzare un animale e sanno che niente è a caso, e quindi quando ne percepiscono la presenza, anche a livello sottile, è un segno che qualcosa si sta smuovendo profondamente dentro a se stessi. Mi piaceva dare alle donne questi strumenti di conoscenza, anche molto antichi, e nello stesso tempo lavorare con qualcuno come Mia, che con la sua esperienza ed entusiasmo, porti un importante contributo a livello biologico e comportamentale. Il nostro obiettivo è quello di dare alle persone la capacità di riattivare da soli, sia nel quotidiano che alla prossima passeggiata tra i monti, quella stessa forza e quello stesso spirito indomito, vissuto nei nostri seminari, anche solamente visualizzando nella propria mente una traccia o riascoltando, nel proprio cuore, un ululato lontano. Ri-affinato quel fiuto attraverso l’esperienza vissuta, ancorata la fiducia tramite la conoscenza, il ricordo avrà sicuramente un effetto immediato. Come un imprinting, si creerà un rapporto veloce e diretto non solo con l’animale, ma con l’importante intento che esso stesso rappresenta. –

Imparare a conoscere il lupo, vuol dire dunque imparare a fidarsi e affidarsi delle proprie intuizioni, ascoltare i segnali che arrivano, a volte con forza, a volte con estrema delicatezza, in un naturale patto di lealtà verso se stessi e la società di cui facciamo parte. Vuol dire riallinearci con la nostra natura profonda, e comprenderne tutta la sua potenza in piena condivisione con gli altri. Come scriveva Kipling “ La forza del lupo sta nel branco, le forza del branco sta ne lupo”

Il cammino del lupo, la sua ancestrale natura e l’attuale reinsediamento nei nostri territori, mostrano così di nuovo la via verso un urgente e auspicabile futuro, personale e comune, in pieno rispetto e connessione con noi stessi e la Madre Terra.

Wild Woman Retreat – Sull’Impronta del Lupo

Hai mai ululato alla luna? Hai mai accarezzato, curato, nutrito la lupa che è in te?
Wild Woman Retreat è un ritiro per donne che sentono e sanno che è arrivato il momento di ritrovare la parte più “selvatica” e vera, in stretta connessione con la Natura, fuori e dentro di noi.
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Monica Malavasi

 

 

 

 

Monica Malavasi

Curiosa della vita e dei suoi processi profondi, Monica Malavasi racconta il mondo cercando sempre di mantenere lo sguardo pulito e profondo. Dopo anni dedicati alla comunicazione e alla promozione nel campo della musica e dell’arte, ora il suo...