22 maggio 2020 di Elena Carrera

Perché è donando che si riceve. Lo diceva San Francesco, lo hanno sostenuto diverse religioni, culture e correnti filosofiche, lo mettono in pratica quotidianamente le nuove linee di comportamento green

Lentamente, ma inesorabilmente, il cinguettio degli uccellini, il fruscio del vento e lo scorrere dell’acqua di fiume e torrenti stanno riscomparendo soffocati dai rumori che da mesi non si sentivano più: auto, bus, clacson e poi ancora camion, trattori e ruspe in fabbriche e cantieri. Stiamo rientrando nella normalità, dice qualcuno; stiamo perdendo la serenità bucolica e campestre, dicono altri. Fatto sta che la ripresa, dopo i mesi di isolamento preventivo prima e forzato poi, inciderà sul benessere di noi. Nel bene o nel male, dipenderà, però, proprio da noi e non solo dai decreti ministeriali che si susseguono, giorno dopo giorno.

E’ trascorsa solo una settimana dalla celebrazione universale del Wesak, festività di origine buddista, poi mutuata anche in Occidente, che consente di mettere a stretto contatto la natura umana con quella spirituale, in un momento astrologico, come il plenilunio del Toro, nel quale il richiamo verso i responsabili dell’evoluzione dell’umanità, la cosiddetta Gerarchia Spirituale, si fa più intenso e chiaro. Durante questo rito si dice discenda sulla terra una grande quantità di energia, sotto forma di luce scintillante, che purifica e ricarica l’umanità, affinché riscopra dentro di sé la consapevolezza di essere parte integrante del pianeta terra che la ospita e che, appunto, è donando che si riceve. Questo rito si ripete annualmente da millenni, chissà, però, che con l’edizione 2020, l’umanità una lezione l’abbia appresa veramente.

Uno studio dell’Università di Harvard, condotto dalla professoressa Francesca Dominici, è stato il primo a dimostrare un rapporto fra le morti per contagio Covid e malesseri associati alla lunga esposizione alle polveri sottili. Questa ricerca, pubblicata sulla rivista New England Journal of Medicine, evidenzia come un incremento di un microgrammo per metro cubo di polveri sottili aumenta il rischio di morte da Covid 19 del 15%. Già!. Polveri sottili e ossido di azoto danneggiano le mucose del sistema respiratorio e gli alveoli polmonari, rendendo chi è stato a lungo esposto allo smog più attaccabile dal virus. Esattamente come è successo alla popolazione residente in Lombardia, e in particolare, guarda caso, proprio tra Milano, Bergamo, Brescia e Lodi.

I comportamenti green e dell’economia circolare del riciclo stanno incidendo positivamente sull’inquinamento ambientale, ma non ancora a sufficienza. Cosa fare, quindi? Semplice: magari iniziando a parlarne con più persone possibili, in modo da prendere consapevolezza del problema che coinvolge tutti noi, nessuno escluso. Discuterne a scuola, in famiglia, al lavoro, e perché no, anche sui mezzi pubblici, potrebbe far scaturire nuove idee alle quali da soli non avremmo pensato. E magari, insieme, potremmo anche riscoprire un senso di appartenenza collettiva e trovare la forza e il coraggio di metterle in pratica da subito. Lo spunto ci viene offerto dalla Giornata mondiale della biodiversità proclamata nel 2000 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per celebrare ogni anno, il 22 maggio, la difesa e la tutela della biodiversità. Per il bene del pianeta e ovviamente anche nostro. Perché si sa: è donando che si riceve. Questo è il potere che l’umanità ha a sua disposizione, anche se, a volte, sembra dimenticarsene.

Elena Carrera

Elena Carrera

Elena Carrera, pranic healer da 20 anni con metodo Institute for Inner Studies Choa Kok Sui, opera nel mondo delle energie olistiche come operatrice e blogger. Dopo tre anni di studio e pratica ha conseguito l'attestato di qualificazione...