I governi di tutto il mondo stanno osservando lo stato indiano del Sikkim per sapere se diventare biologico è praticabile e conveniente. Finora tutti gli indicatori confermano di sì. Lo stato ha vietato l’importazione di tutti i pesticidi, erbicidi, fertilizzanti sintetici e OGM nel 2003, diventando nel 2016 il primo stato completamente biologico e certificato al mondo.

Inizialmente gli agricoltori hanno sofferto dei forti cali nei raccolti durante il periodo di transizione ma il governo ha promesso di compensare le perdite a breve termine assicurando che le cose sarebbero migliorate a lungo termine. Un decennio e mezzo dopo, “lo stato avvolto dalle nuvole sta iniziando a riscuotere i dividendi” del suo investimento, riferisce il Washington Post. Dopo tre anni il loro raccolto tornò a quello che era una volta.

E ora, la resa della maggior parte delle colture è in realtà superiore a quella dei tempi dell’agricoltura convenzionale, secondo un rapporto del Center for Research on Globalization. I raccolti di frutta sono aumentati del 5% e la coltura da reddito dello Stato rappresentata dal cardamomo è aumentata del 23%, in parte grazie anche al ripopolamento degli impollinatori naturali. Da quando i pesticidi sono scomparsi, infatti, la fauna selvatica di ogni tipo sta tornando. La regione vanta 500 specie di farfalle, 4.500 tipi di piante da fiore e animali selvatici rari come il panda rosso, l’orso himalayano, i leopardi delle nevi e gli yak.

Anche il turismo è in crescita, con un aumento del 70% da quando lo stato è diventato completamente biologico. I turisti arrivano da ogni parte del mondo per vedere la bellezza naturale e la generosità dell’antico regno del Sikkim, diventato uno stato indiano nel 1975.

Chiunque venga sorpreso a usare pesticidi nel Sikkim è punibile con una multa di $ 1400 o con una reclusione di tre anni. Ma perché il governo prende così sul serio l’agricoltura biologica? “Per mantenere la buona salute del suolo, distribuire cibo di qualità alle persone, fornire aria e acqua prive di sostanze chimiche alla popolazione e anche preservare la ricca biodiversità dello stato”, afferma il segretario all’agricoltura di Sikkim.

Lo Stato indiano, che ha un’alta densità di popolazione, ha dovuto imparare a proprie spese come l’agricoltura industriale aveva ridotto i fiumi, il suolo, la qualità dell’aria e la salute generale della sua gente. E il governo del Sikkim vuole testare un nuovo sistema.
Il governo indiano prevede di replicare il modello biologico di Sikkim in altre parti del paese, secondo il rapporto della BBC.

Fonte: Return to Now. Tradotto da Simona Valesi

Simona Valesi

Direttore Responsabile di OlisticNews. Giornalista pubblicista, milanese di nascita e californiana d’adozione, ha scritto per diverse testate italiane e statunitensi. Decisa a opporsi all’informazione scandalistica, volutamente polemica e tragica...