La spiritualità irrompe a pieno diritto nella politica portando concetti non più ricorrenti nei programmi delle campagne elettorali. A un passo dalle elezioni europee il Movimento Roosevelt ha organizzato il convegno “Nel Segno di Olof Palme, Carlo Rosselli, Thomas Sankara e contro la crisi globale della democrazia” tenutosi il 3 maggio al Palazzo Moriggia, prestigiosa sede del Museo del Risorgimento, per proporre, detto con le parole del presidente del MR e moderatore al convegno Gioele Magaldi, “un socialismo liberale che sia una soluzione ideologica e che possa dare dei suggerimenti alle classi dirigenti del futuro”.

Apre i lavori Angelo Turco, presidente della Commissione Cultura del Comune di Milano, che col proprio patrocinio sostiene da tempo momenti di approfondimento storico, di pensiero e di partecipazione della cittadinanza, che dichiara: “Ho apprezzato moltissimo l’idea del MR, che da sempre è impegnato a promuovere i principi della democrazia e dei diritti (…) e spero che questa giornata di studio sia una fonte d’ispirazione per costruire qualcosa per andare avanti in ciò in cui crediamo”.

Con punto di partenza un socialismo rooseveltiano e politiche da New Deal e Nuova Frontiera kennediana, gli interventi hanno proposto alternative di gestione della res publica portando un livello profondo di consapevolezza su temi come il debito pubblico, la schiavitù finanziaria dell’Europa, il neo-colonialismo in Africa, la deresponsabilizzazione degli aventi diritto al voto, le necessità della comunità in tutte le sue parti.

Tema principe la democrazia e il ruolo del popolo che, secondo la nostra Costituzione, ma anche secondo la sua stessa etimologia (dêmos ‘popolo’ + kratéō ‘governo’= governo del popolo), dovrebbe essere sovrano, e invece sembra ormai essere addomesticato ad essere passivo, ininfluente e in uno stato di inferiorità e di perdita della sua sovranità.

I testimonial Palme, Rosselli e Sankara troneggiano con i loro esempi di vita, assassinati per aver portato consapevolezza, giustizia, sostegno, fiducia, empowerment e cooperazione al proprio popolo. “Sono personaggi”, dice Roberto Hechich, membro del direttivo del MR, “che sono stati lasciati soli, sia fisicamente, sia ideologicamente. Se dovesse nascere un altro personaggio di questo genere non dobbiamo lasciarlo solo”.

È d’accordo su questo pensiero il ricercatore spirituale Zvetan Lilov, che afferma: “Se siamo qui a parlare di Rosselli, Palme e Sankara come dei nostri esempi è perché li abbiamo persi per strada e abbiamo dormito il sonno della ragione e della coscienza. Questo vale per tutti nessuno escluso, le masse dei governati e le élite dei cosiddetti leader, progressisti compresi. I nostri politici non hanno la spiritualità di Sankara, Rosselli e Palme. In un mondo dominato dai principi spirituali, un presidente come Sankara sarebbe un buon amministratore della cosa pubblica, e non un rivoluzionario. I politici diversi sarebbero visti come anomalie geneticamente modificate, involucri privi della coscienza, cioè della capacità di distinguere ciò che crea sofferenza da ciò che produce benessere”.

Invece la realtà attuale ci testimonia che abbiamo permesso a una montante degradazione di governarci, e l’analisi della caposcuola Fiorella Rustici, scopritrice delle meccaniche mentali in relazione alla coscienza, è inclemente nella sua indiscutibile evidenza:

“Se siamo arrivati al punto in cui abbiamo bisogno di elemosinare i nostri diritti e siamo considerati come Esseri inferiori, vuol dire che abbiamo perso i DOVERI cui ciascuno deve adempiere per Essere e mantenersi parte di un popolo sovrano. Quando si perdono i doveri, viene a mancare la coscienza spirituale, quindi l’Essere, e rimane il Fare e Obbedire per avere, in cui ti adatti e t’imbruttisci sempre di più nella materialità.

Chi ci controlla ci conosce e ha paura che possiamo sviluppare la potenza creativa immaginativa della nostra coscienza spirituale, e teme i cambiamenti che essa può creare nel mondo. Per questo hanno creato degli scenari per distruggere questa scintilla divina in intere generazioni, fino ad arrivare allo scopo finale: la distruzione della scala dei valori positivi della coscienza negli avi. Siamo stati addomesticati e siamo controllati come pecore, greggi o “masse”, come gentilmente ci chiamano. I doveri di un popolo sovrano servono a dare forza a tutte quelle persone nel mondo che stanno lottando per avere democrazia, se no ci saranno ancora persone come Palme, Rosselli e Sankara che moriranno senza che altri prendano il loro testimone”.

La crisi della democrazia diventa quindi sintomo conclamato del vuoto spirituale dentro di noi e lo afferma anche il Segretario Generale del MR Patrizia Scanu che sostiene che “al darwinismo sociale dobbiamo contrapporre un’evoluzione della coscienza con valori di giustizia e di saggezza, e caratteristiche femminili, poiché le vere rivoluzioni si fanno all’interno delle coscienze”.

In presenza di una coscienza sviluppata le soluzioni migliori si trovano e Alberto Allas, fisioterapista e attivista spirituale suggerisce di intervenire sull’istruzione: “urge rinnovare la base della società, e cioè la scuola, che non deve più formare bambini frustrati perché obbligati a imparare le stesse cose negli stessi tempi, bloccati quindi fin da piccoli nel non essere. Ci vuole una rivoluzione totale del sistema scolastico che formi ESSERI che possano sviluppare ciò che SONO, poiché hanno già dentro tutto ciò che serve loro e che serve alla società. Per gli adulti, invece, urge la creazione di un tempo per la spiritualità, togliendo qualche ora all’eccessiva e poco produttiva giornata lavorativa, per assumersi responsabilità dei propri pensieri, parole e azioni, e dei problemi e conflitti che con essi si creano”.

Molti sono stati gli approfondimenti e gli spunti di riflessione da parte di autori, avvocati, imprenditori, artisti e registi, tutti accomunati dalla consapevolezza della necessità imperativa di portare un cambiamento radicale nel sentire e nell’agire della cittadinanza tutta, “perché la coscienza è applicabile in qualunque settore” precisa l’uomo d’impresa Daniele Broggi.

“Finora non lo abbiamo fatto a sufficienza”, dice Lilov, “ma le crisi della coscienza sono salutari perché la risvegliano”. E la Rustici incalza: “La speranza è che ciascuno di noi si prenda la responsabilità di ricreare la scala dei valori positivi della propria coscienza via via che riprende in mano i propri Doveri, perché se vogliamo creare una vera democrazia dobbiamo prima ricreare noi stessi”.

Simona Valesi

 

 

 

Simona Valesi

Direttore Responsabile di OlisticNews. Giornalista pubblicista, milanese di nascita e californiana d’adozione, ha scritto per diverse testate italiane e statunitensi. Decisa a opporsi all’informazione scandalistica, volutamente polemica e tragica...

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