Si combatte dalle cucine occidentali la disequità e la fame nel mondo

C’è chi lo fa per moda e chi per passione, chi per salute e chi per religione, o ancora per etica o compassione, ma pochi dei non addetti ai lavori direbbero che i vegetariani lo fanno soprattutto per civiltà e giustizia. Se da una parte il vegetarianesimo (o vegetarismo) è un segno di non belligeranza e pace verso tutti gli esseri viventi e di rispetto verso diverse organizzazioni di forme di vita, dall’altra è tanto più un atto di civiltà e rispetto per gli stessi esseri umani.

L’uomo infatti, per essere diventato nel tempo prevalentemente carnivoro ha creato ingenti problemi e disequilibri ambientali che si stanno ormai da tempo ripercuotendo contro di lui. Le riserve idriche, che stanno cominciando a scarseggiare in tutto il pianeta, sono sprecate per le necessità degli allevamenti intensivi in tutto il mondo. La Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana ci informa che per produrre una tonnellata di carne bovina sono necessari 31.550 metri cubi d’acqua, mentre per produrre una tonnellata di cereali ne occorrono 450. Questo dato diventa ancora più grave se si pensa che un ettaro di terreno coltivato a soia e cereali può dare in un anno 2.500 Kg. di proteine alimentari vegetali, mentre lo stesso ettaro adibito a pascolo può fornire solo 200 Kg. di proteine animali. Anche dal punto di vista economico è un pessimo affare: si consuma 70 volte più acqua per ottenere 10 volte meno cibo.

La Società Vegetariana aggiunge che “se tutti i cereali prodotti sul pianeta fossero utilizzati per nutrire direttamente gli esseri umani, si riuscirebbe a sfamare un numero cinque volte maggiore di persone”, riducendo in modo drastico la fame nel mondo e guadagnando anche sulla qualità del cibo che mangeremmo. 100 g. di soia forniscono proteine nobili quanto 150 g. di bistecca, e senza esporsi al pericolo della mucca pazza, pollo alla diossina, pesce al mercurio o salmonellosi.

Inoltre, è stato provato da recenti studi americani e europei che una dieta vegetariana equilibrata e povera di grassi permette di ridurre il rischio di cancro del 40%, di infarto e altre malatie cardiache del 30%, del diabete del 60%, di calcoli al fegato del 60%, di obesità del 40%, di intossicazioni alimentari dell’80%, di ipertensione del 22-68%.

Anche strutturalmente l’uomo risulta assomigliare di più agli animali vegetariani –fruttivori che non a quelli carnivori. Lo testimoniano la forma dei suoi denti, la lunghezza dell’apparato digerente, il tipo di secrezione gastrica, il tipo di secrezione salivare, l’aspetto mansueto e non “aggressivo” (assenza di artigli, denti aguzzi, velocità) e tanti altri elementi non secondari che i dati di anatomia e fisiologia comparata ci forniscono, quali il livello di pH dello stomaco, il movimento rotatorio della mandibola che i carnivori non hanno, le cellule sudoripare che i carnivori non hanno, ecc. ecc.

Risulta quindi che l’uomo si è evoluto e continui a vivere contro natura, creandosi dei problemi di salute altrimenti evitabili e alimentando la legge fisica della causa-effetto per cui se da una parte uccide gli animali per nutrirsene, alla fine viene ucciso da loro per le conseguenze che ha creato dentro e fuori il suo corpo.

Sono molteplici le ragioni per cui una persona diventa vegetariana, ma vale la pena di considerare l’intelligenza di seguire la propria natura, la civiltà di non sprecare risorse planetarie per gli interessi di pochi, la dignità di sentirsi equo e, non da meno, l’amore e il rispetto per se stessi.

Simona Valesi

 

 

Vegetariani: coloro che dalla loro dieta hanno eliminato la carne. Una larga fascia si alimenta però di pesce. Un’altra ancora ha eliminato anche il pesce ma continua a consumare prodotti di derivazione animale come latticini, uova, miele.

Vegani o vegetaliani: Hanno un’alimentazione a base di cibi unicamente vegetali. Nessun alimento di derivazione animale è ammesso nella dieta.

Crudisti: Si alimentano solo di cibi crudi che includono frutta, verdura, cereali e legumi germogliati, per evitare l’impoverimento dei cibi dovuto alla cottura.

Fruttariani: Si cibano esclusivamente di frutta fresca, matura e biologica.

 

Macrobiotici: seguono una dieta vegetariana con prodotti biologici, base di una teoria alimentarista elaborata dal giapponese Oshawa che tiene conto dell’equilibrio energetico (yin e yang) dei cibi.

 

Alcuni vegetariani famosi: Pitagora, Socrate, Plutarco, Leonardo da Vinci, Erasmo da Rotterdam, Gandhi il Mahatma, L.N.Tolstoj, I.B. Singer, Franz Kafka, H.D. Thoreau, George Harrison, Kim Basinger, Paul Mc Cartney, Gianni Morandi, Umberto Veronesi.

 

I fatti.

Durante la prima guerra mondiale Mikkel Hinhede, consulente nutrizionista danese, fu incaricato dal suo governo a trovare una soluzione alla grave malnutrizione della popolazione creatasi con l’embargo e la carenza di alimenti di prima necessità. Venuti a mancare i rifornimenti di grano di solito importato, Hinhede decise immediatamente di far sopprimere 4/5 dei suini e 1/5 dei bovini d’allevamento per rendere disponibile una maggior quantità di cereali per l’alimentazione umana e di diminuire la produzione di bevande alcoliche utilizzandone in maniera più proficua i cereali per fare un pane integrale altamente nutriente. Il risultato è stato che negli anni 1917-18, i più duri della guerra, i danesi erano il popolo più in salute d’Europa con un calo dei casi di tumori del 60% e tasso di mortalita del 40%.
Alla fine della guerra ripresero ad alimentarsi come loro abitudine e il tasso di mortalità ritornò molto presto ai valori del periodo prima del conflitto bellico.
(Fonte: tratto da una traduzione di R.Cervelli del Journal American Medical Association ’74, 1920: 381-2)

 

Citazione:
“Fintanto che i nostri corpi sono le tombe viventi di animali assassinati come possiamo aspettarci che sulla terra regni la pace?” L. N. Tolstoj (scrittore russo 1828-1910)

Simona Valesi

Direttore Responsabile di OlisticNews. Giornalista pubblicista, milanese di nascita e californiana d’adozione, ha scritto per diverse testate italiane e statunitensi. Decisa a opporsi all’informazione scandalistica, volutamente polemica e tragica...