Definire lo sciamanesimo non è facile e potreste non essere d’accordo con la definizione che ne darò in quest’articolo.
Lo Sciamanesimo non è qualcosa di chiaro e ordinato e potrà sembrarvi strano quanto leggerete, ma spero di riuscire almeno ad abbozzare il concetto, salvo eccezioni.

La parola sciamano è una trascrizione occidentale della parola “samaan” o “s’amanthe, un termine usato nella lingua del popolo siberiano Evenki (noti anche come Tungusi), importato nella lingua Russa dai primi esploratori della Siberia.

In Russia la parola è diventata gradualmente un termine generale per indicare un guaritore tribale Siberiano, e dalla Russia si è diffusa al resto del mondo nel XIX e XX secolo, grazie agli antropologi.

La parola “shamanka” – che indica una donna sciamano – non è mai stata usata dalle popolazioni siberiane, infatti la desinenza “ka”è caratteristica della lingua russa per indicare la forma femminile.

Secondo alcuni la parola possiede un’origine sanscrita, derivando da “s’ramana” che significa Monaco Buddista; ma né la lingua evenki risulta correlata al sanscrito, nè gli Evenki ebbero grandi contatti con monaci Buddisti Tibetani, grazie ai quali, sempre secondo alcuni, la parola sciamano sarebbe stata introdotta in Siberia dall’India. Quindi l’origine sanscrita è estremamente dubbia. Inoltre furono gli esploratori Russi i primi a registrare la parola nel XVI secolo e probabilmente nessun contatto con Buddisti Tibetani sarebbe stato possibile in quel periodo.

La parola sciamano viene esclusivamente da un solo gruppo tribale, scoperto in Siberia ed in Manciuria, mentre le diverse popolazioni tribali nelle diverse regioni usano nomi differenti per indicare questo ruolo.
In Siberia ai confini delle terre evenki, gli Yakuti chiamano lo sciamano uomo khamma o ayun, mentre i Mongoli e i Buriati lo chiamano buge o bo, i Coreanimudang o baksu, i Tartari e gli Altai kam e gam, gli sciamani del Kirghisistan sono i baksy, ed infine il nome dato dalle popolazioni Samoiedi è tadibey.

In Siberia la donna sciamano viene indicata usando un termine diverso dal maschile, e questa parola è molto simile a quella utilizzata in un’area geografica piuttosto estesa.
Tra i Mongoli, i Buriati, gli Yakuti, gli Altaiani, gli Evenki e i Kirghisi la parola che definisce una donna sciamano è udang (o le sue varianti come utagan, ubakan, utygan o utugun).
Questa parola deriva probabilmente dal mongolico etugen che è il nome dell’antica Dea della Terra. Dato che udang è così universale in questa parte di mondo, i filologi deducono che si tratti di una parola molto antica, il che dimostra che il ruolo di sciamano è stato ricoperto dalle donne molto prima che dagli uomini.

SCIAMANESIMO E ANIMISMO

Uno sciamano possiede una visione animistica del mondo.
Un animista comprende che tutte le parti del Creato sono vive e sono dotate di spirito. Nulla è morto nell’universo animistico – tu ed io abbiamo un’anima così come tutti gli animali e le piante, e così pure le rocce e i fiumi, le montagne e le nuvole, le stelle, il sole e la luna, e persino una malattia o un concetto o una cerimonia o un oggetto rituale hanno un’anima – tutto ha un’anima e noi viviamo immersi in una vasta rete d’interconnessioni.

Tutte le culture sciamaniche e animiste condividono quest’idea. Mentre tutte le culture sciamaniche sono animiste, non è vero il contrario, cioè non tutte le culture animiste sono sciamaniche. Le culture sciamaniche sono qualcosa di speciale, qualcosa che si manifesta raramente e in pochi luoghi, sebbene ci siano culture animistiche sparse per tutto il pianeta.

Una cultura animistica ha un’elementare visione dell’animismo del mondo. Degli esempi di cultura animistica includono i Q’ero di Perù e Bolivia, le tribù del Nord America, le popolazioni Maya del Centro America, i Maori della Nuova Zelanda, gli Aborigeni Australiani, gruppi tribali dell’Africa, gli antichi Celti e Vichinghi, alcuni gruppi etnici in India e molte altre popolazioni nel mondo.

Nessuna delle culture citate è una cultura sciamanica, sebbene alcuni aspetti dell’antica cultura animistica Vichinga fossero sciamanici – in particolare la pratica seidr.
Seidrè un’antica pratica in cui il veggente – generalmente una donna – va in trance e parla con gli spiriti o dà voce al loro canto.
Tale pratica è andata scemando secoli fa, ma il moderno movimento sciamanico ha condotto lo splendido lavoro di riportarla in vita ed io conosco molti potenti praticanti seidr che vi s’immergono profondamente, con forza e velocità.

Una cultura sciamanica è una cultura animistica in cui viene praticato lo sciamanesimo – o all’interno del nucleo familiare – dove lo sciamano guarisce solo coloro che gli sono immediatamente vicini – o in maniera “professionale” – dove lo sciamano opera per una comunità più estesa.

Lo sciamano è colui che va in trance ed in questo stato di trance può essere preso dagli spiriti ancestrali – che furono sciamani prima di lui – oppure dalle divinità locali o dagli spiriti, come gli spiriti della montagna o del lago, o ancora l’anima dello sciamano lascia il suo corpo e viaggia nella dimensione degli spiriti che sono tutt’intorno a noi – non visti – e li incontra per acquisire conoscenza e potere.
Spesso tutti questi aspetti convivono nella medesima tradizione sciamanica.

Anche nella cultura animistica si possono verificare condizioni di trance nella ricerca della visione – per esempio nella tradizione dei Nativi Americani – ma questo non fa di questi veggenti degli sciamani, perché la trance avviene senza l’intervento della loro volontà, infatti essi non possono andare in trance a loro piacimento.
Le culture animistiche possono avere una grande conoscenza della magia, possono ottenere potenti guarigioni e avere grandiose visioni, ma i loro officianti e guaritori non entrano in uno stato volontario e controllato di trance, e non vanno nel mondo degli spiriti ma piuttosto tendono a richiamare gli spiriti in questo mondo – il che, sebbene sia grande espressione di potere, è sottilmente diverso dallo sciamanesimo, dove gli sciamani si avventurano nel mondo degli spiriti .

Lo sciamanesimo può essere trovato soprattutto in gruppi tribali tra Siberia, Finlandia e l’estremo nord dell’Europa, Mongolia, Tuva, Asia centrale, Cina, SE Asiatico, Tibet e Nepal.
Alcuni antropologi considerano sciamaniche anche alcune tribù della Foresta Amazzonica, altri no
.

Personalmente ritengo che dato che i loro uomini di medicina vanno in trance – sebbene con l’aiuto di piante psicotrope – anche queste tribù possano essere considerate sciamaniche.
Si possono trovare tracce di pratiche sciamaniche anche in Ungheria e in altri luoghi. La mappa, come lo sciamanesimo del resto , non è perfettamente chiara.
Come indicazione di massima si può dire che una cultura al di fuori delle sopracitate aree geografiche è da considerarsi animista più che sciamanica.

Del resto il confine tra ciò che è animistico e ciò che è sciamanico è veramente molto sfumato. Per esempio una sciamana Siberiana utilizza pratiche che hanno molto in comune con quelle seguite da un uomo di medicina tra i Nativi Americani.
Questo può essere spiegato dicendo che anche gli sciamani perseguono pratiche animiste – non tutto ciò che essi fanno per la gente è sciamanesimo – ma lo sciamanesimo viene ad essere quel qualcosa in più nella loro interazione con gli altri che manca in quello che fa un uomo di medicina.
Tutte le culture animistiche del mondo hanno delle cose in comune – e questo dipende dal fatto che il mondo è quello che è, e gli spiriti sono quello che sono. Si può guardare a questo come all’”osso del sacro”. Tutte l’”ossatura” sei sistemi animistico-spirituali del mondo è la medesima, ma ciascuna cultura aggiunge “carni” diverse sulle stesse ossa.
Questo è il motivo per cui un uomo medicina Zulu e un uomo medicina Lakota sembrano diversi in apparenza, ma quando si comprede l’”ossatura” si capisce che svolgono lo stesso lavoro di base.

CHI PUO’ DIVENTARE SCIAMANO?

Gli Evenki, popolo dal quale deriva la parola sciamano, hanno un detto:
“sull’Albero delle Anime, uno sciamano siede su un ramo diverso da quello delle persone comuni”.
Il detto è correlato alla tradizione che narra che le anime dei bambini siedono come uccelli sui rami dell’Albero delle Anime, aspettando di nascere. I bambini normali siedono sui rami ma gli sciamani occupano un ramo che è loro proprio, gli sciamani sono diversi dagli altri.

Puoi scegliere di essere uno sciamano? No, non puoi. O nasci sciamano o non nasci tale. Se gli spiriti ti vogliono non c’è nulla che tu possa fare, e così pure se gli spiriti non ti vogliono. Niente spiriti uguale niente sciamani.
Essere uno sciamano non implica una vita brillante, molte tribù lo ritengono quasi una maledizione e spesso cercano in tutti i modi di starne alla larga.
Comunque gli spiriti trovano sempre la via
, e coloro che sono designati a diventare sciamani spesso si ammalano o muoiono se non accettano la chiamata.
Gli sciamani Nativi pensano spesso che gli occidentali sono pazzi a voler diventare sciamani.

I più importanti maestri degli sciamani sono gli spiriti. Senza gli spiriti uno sciamano non è nulla, gli spiriti insegnano e lo sciamano diventa il loro apprendista.
Anche i maestri umani hanno la loro importanza, e svolgono la funzione quasi da mediatori di matrimonio, presentando gli sciamani agli spiriti e insegnando loro a come interagire.

In alcune tradizioni sciamaniche c’è il momento dell’iniziazione, in altre no, dipende dalle culture. In alcune culture si ritiene che uno non possa essere sciamano se non possiede il DNA di quella cultura, per lontano che sia il momento dell’acquisizione di tale DNA. In altre si ritiene invece che si possa diventare sciamano in quel contesto indipendentemente dal possesso dei geni specifici.

Molti ricevono la chiamata a diventare sciamano perché “sono con gli spiriti” fin dalla giovane età, cosa che spesso si manifesta in una malattia fisica o mentale negli anni della loro giovinezza spesso indicata come “shaman sickness”. Oltre alle malattie possono essere colpiti da un fulmine o essere posseduti dagli spiriti o cadere in trance involontaria. Nelle culture tradizionali sciamaniche lo sciamano verrà chiamato a diagnosticare la natura della malattia; se la malattia verrà riconosciuta come “shaman sickness” lo sciamano comunicherà al paziente che deve imparare ad essere sciamano a sua volta, o ne subirà le conseguenze.

In Occidente, dove non c’è una cultura sciamanica, le cose non sono naturalmente così chiare.
Nei primi anni Ottanta ad opera Micheal Harner venne alla luce un nuovo stile sciamanico occidentale, generalmente conosciuto come “Core shamanism”.
Il “Core shamanism” fa sue le basi del modello come l’andare in trance e viaggiare nei Mondi degli Spiriti ma toglie via tutti gli aspetti culturali, rendendolo più digeribile agli Occidentali.

Il fulcro del “Core shamanism” è che chiunque nella sua vita può imparare a viaggiare impiegando le tecniche sciamaniche, con lo scopo di aiutare se stesso e gli altri. Questo è senz’altro vero e molte persone ottengono grandi benefici imparando le tecniche del “Core shamanism”. Viene altresì mantenuto il concetto della chiamata degli spiriti.

Io spesso penso al mondo degli spiriti come ad un vasto oceano. Tutti possono esplorare la superficie dello sciamanesimo; sedere sulla spiaggia con i piedi nell’acqua o remare dove le onde s’infrangono.
In altre parole quasi tutti possono imparare le basi del viaggio sciamanico e compiere imprese vicino alla costa. Alcuni s’immergeranno nell’oceano fino alla cintola, altri impareranno un po’ a nuotare e andranno più in profondità.
Dire questo non è elitario, è semplicemente vero. Praticare lo sciamanesimo a un livello profondo può essere fisicamente e psicologicamente molto pericoloso tanto che alcuni sciamani perdono la vita durante le cerimonie.
Non tutti sono tagliati per immergersi nel profondo e solo alcuni, con la benedizione e l’aiuto degli spiriti, si spingono lontano, “s’immergono in acque profonde” e ritornano sani e salvi, se sono fortunati!

Ma ciascuno può vivere una ricca vita animistica e può imparare alcune semplici tecniche sciamaniche di pronto soccorso, e sono convinto che il mondo sarebbe un posto migliore se molti lo facessero.

ALCUNI SI, ALTRI NO

Ci sono un sacco di persone che intraprendono pratiche sciamaniche veramente valide, ma c’è anche un sacco di gente del tutto fuori strada e la New Age può essere un posto pieno di sciocchezze in cui si può incappare molto facilmente, accecati dalla “polverina magica”.

Mi capita spesso di incontrare persone che pensano che lo yoga, il reiki o qualche altra forma di terapia sia assimilabile allo sciamanesimo.
Ebbene non è così, al massimo siamo in un contesto animistico, ma non sciamanico.
Mi capita anche di imbattermi in persone che credono che lo sciamanesimo sia sedere nella natura, meglio con la schiena appoggiata ad un albero, connettersi e “diventare parte del tutto”.
E ancora, non si tratta di sciamanesimo.
Meditare nella natura è senz’altro una pratica da incoraggiare, sintonizzarsi e sentirsi in connessione con tutti apporta grande beneficio, ma non è sciamanesimo.

Lo sciamanesimo è una dura disciplina, per incontrare gli spiriti e condurre veri dialoghi con loro, contrattando, o a volte sottomettendosi o persino litigando, per il bene della propria comunità.

Spesso nelle comunità New Age si pensa che gli sciamani siano persone meravigliose, vicino allo Spirito, che amano tutti e sono con Dio tutto il giorno.
Anche questo è un mito.
Gli sciamani tradizionali spesso combattono gli uni contro gli altri, e qualche volta cercano persino di uccidersi tra loro e di rubarsi il potere, con l’aiuto degli spiriti.
E ancora, spesso gli sciamani tradizionali operano malefici più che cure e intralciano l’opera agli altri sciamani.
Parlavo di questo recentemente con un amico, uno sciamano della Mongolia, ed era piuttosto invidioso di alcune mie “avventure sciamaniche” poiché io avevo viaggiato in posti di cui lui aveva solo sentito parlare dai suoi avi; lui e il suo gruppo non potevano raggiungere questi posti perché la possibilità di un attacco da parte di altri sciamani era un timore del tutto fondato per loro.
Per fortuna questo tipo di attacchi è veramente raro in occidente nelle comunità sciamaniche e di “Core shamanism”, dato che in queste comunità sono poche le persone che possiedono qualche vero potere e quindi non hanno nemmeno la conoscenza e il potere per fare troppi danni.

Attenzione comunque, tentare “imprese oscure” non è davvero consigliabile, si rischia di aprirsi a forze molto più grandi di noi e di mettere se stessi e la nostra famiglia in serio pericolo.

Si può anche perdere ogni connessione con spiriti di guarigione con i quali si hanno avuto dei contatti positivi. Molti anni fa alcuni dei miei insegnanti i furono tentati di usare uno spirito per una certa “pratica oscura” di basso livello d’energia. Avevano un buon rapporto con il loro spirito aiutante – ma quando tentarono di forzare lo spirito verso la “pratica oscura”, lo spirito li abbandonò e non tornò mai più. Questo successe più di 30 anni fa, e io so che ancora oggi rimpiangono ogni giorno questa vicenda.

Io stesso ho avuto avvisaglie dai miei spiriti, sebbene non mi accingessi in quel momento ad alcuna “pratica oscura”.
Il mio spirito guida mi guardò e poi, casualmente, mi ricordò che avrebbe potuto far sparire la mia capacità sciamanica “ proprio così”; ci fu uno schiocco di dita e io venni catapultato fuori dal trance in un istante, indietro nella normale realtà. Mi avevano cacciato via!

Questa fu solo una lezione e non ebbi problemi a tornare indietro la volta successiva, ma non avevo più dubbi che gli spiriti avrebbero potuto togliermi i poteri come si chiude un rubinetto, appena avessero voluto.

Ci sono molti e molti libri il cui intento è quello di parlare di sciamanesimo. Alcuni sono molto validi, altri no. Molti di essi non parlano affatto di sciamanesimo, solo che il termine è molto attrattivo e gli editori lo usano per aggiungere appeal ai loro titoli.
Se volete imparare qualcosa sugli sciamani, vi consiglierei di leggere libri sul vero sciamanesimo tribale, buoni e solidi libri che trattano delle culture tradizionali.
Alcuni libri New Age sono validi, ma per la maggior parte sono solo da evitare. Libri che sono esclusivamente dei romanzi sono messi sugli scaffali accanto a libri autorevoli.
Castaneda fu un eccellente romanziere che scrisse delle belle storie. Attinse a molte antiche tradizioni ed i suoi libri sono una cornucopia di utili metafore sullo Spirito e sul Sacro, basta che , per favore, non li prendiate alla lettera e specialmente non pensiate che siano libri sullo sciamanesimo.

Lo sciamanesimo viene spesso associato con l’assunzione di piante psicotrope. Negli ultimi anni il turismo in Amazzonia è proliferato e la gente va ad assumere sostanze come Ayahuasca, San Pedro, Peyote e altri tipi di funghi psicoattivi.
La gente pensa che ciò sia essenziale nell’avvicinamento allo sciamanesimo, ma vi assicuro che non è così.
La maggior parte delle culture sciamaniche del mondo non assumono per nulla sostanze che alterano la mente, ma si mettono in relazione con gli spiriti mediante cerimoniali, canzoni e ritmi di tamburo.
Se avete intenzione di lavorare con quelle che vengono chiamate “piante di potere”, va bene, ma fatelo in un modo tale da rispettare il loro spirito.
Ogni cultura tradizionale che usa queste piante, associa cerimonie e canzoni alla pratica dell’ingestione. Non potete prendere una pianta e mangiarvela tanto per avere un’avventura cosmica; imparate la maniera tradizionale, trovate un maestro tradizionale e fate le cose per bene, per il vostro bene e per rendere onore e mostrare il dovuto rispetto allo spirito delle piante, e lo spirito del lignaggio.

Lo sciamanesimo non è un percorso di guarigione o crescita personale. Di certo sono cose che incontrerete lungo la via, ma sono dei sottoprodotti.
Comunque il “Core Shamanism” può essere eccellente per queste cose e non c’è nulla di sbagliato nell’usare alcuni aspetti del “Core Shamanism” per guarire voi stessi, e senz’altro il mondo sarebbe un posto migliore se la gente usasse questo percorso per guarirsi.

Prima di tutto il lavoro dello sciamano è quello di guarire la sua comunità, in qualsiasi modo si definisca questo termine.
La vostra comunità può essere la vostra famiglia. Come dicevo in molte culture tradizionali Siberiane, lo sciamano opera solamente per la sua famiglia.
Oppure potrebbe essere la cerchia dei vostri amici e le persone che conoscete nel mondo reale, o i vostri contatti su internet o la vostra nazione o tutto il mondo. Dovete scoprire cosa significa ora per voi il concetto di mondo.

Dato che noi, qui, nell’Occidente, non siamo una cultura sciamanica, e nemmeno animistica, dobbiamo trovare da soli il modo di costruirci una visione animistica del mondo.
Per questo tendiamo a guardare ad altre culture che hanno sostenuto la loro visione animistica del mondo,
come i Nativi Americani o gli Africani, malgrado l’Occidente si sia spesso sforzato di “affrancare i selvaggi dalle loro idee primitive.’
Quindi dovete seguire le orme dei popoli tribali che sono stati emarginati ed hanno assistito al genocidio e all’annichilimento culturale dei loro antenati.
Potrebbero darvi il benvenuto e permettervi si condividere i loro sacri insegnamenti, o magari no. Dipenderà da tribù a tribù, da persona a persona. Quindi comportatevi con attenzione e rispetto. Imparate in umiltà e prestate attenzione a quanto vi viene insegnato.
Fate come se trasportaste nella vostra vita e nella vostra cultura del materiale prezioso, un delicato neonato, poiché, date le circostanze, le persone che vi hanno trasmesso tali conoscenze le hanno sostenute attraverso tempi di assoluto orrore e disperazione, quindi agite bene.

Potreste essere indotti a seguire un sentiero animistico dai vostri antenati, forse avete sangue Celtico o Europeo, forse avete sangue Africano o dell’Asia Centrale, e il richiamo del sangue sarà forte per voi.

C’è una meravigliosa linea di sangue da esplorare, ma attenzione, se provenite da una cultura Europea la tradizione è spezzata e i percorsi come le Wicca o come i Druidi sono invenzioni moderne e hanno poco in comune con le tradizioni ancestrali.

I nostri avi non seguirono i loro percorsi spirituali per divertimento o miglioramento personale, essi si avvicinarono alla loro spiritualità per salvare le loro vite, guarire le malattie e portare grano e carne sulle loro tavole.
E’ molto facile viaggiare di fantasia in Occidente, perché noi siamo stati separati dal mondo naturale e non abbiamo bisogno delle antiche pratiche per sopravvivere. Nell’antichità se le cose non andavano per il verso giusto la gente poteva morire, ma ora non è più così e il punto essenziale pragmatico della spiritualità non esiste più. Noi cerchiamo di trovare un equilibrio nel nostro mondo urbano e proprio per questo è troppo facile essere sedotti dai romanzi e frastornati dal “fantasy”. Non diventate tanto spirituali da non valere più nulla nel mondo terreno.

Potreste davvero essere chiamati ad intraprendere il percorso sciamanico, ma se così fosse non sarebbe un grande affare, non sareste speciali, sareste solo prescelti dagli spiriti a sopportare un carico sulle spalle più pesante di quello che sopportano i vostri compagni: ricordate, solo un’idiota vuole volontariamente diventare uno sciamano.
Ma percorrere una via animistica, vedere il bello in tutte le vostre interazioni, in ogni essere che incontrate, dal corvo all’arcobaleno, dalla stella marina agli astri, renderà la vostra vita più ricca e vi farà sentire più connessi, perché è vero: tutto è interconnesso.

di Nicholas Breeze Wood *
trad. Tensegrity®Milano

 

* Nicholas Breeze Wood è l’editore della rivista Sacred Hoop – www.sacredhoop.org. Fin dall’adolescenza ha intrapreso un percorso sciamanico, che si è formalizzato quando ha incontrato i suoi maestri umani nel 1985, all’età di 27 anni.
Ha ricevuto insegnamenti da uomini medicina dei Nativi Americani, da sciamani della Mongolia, Buryat e Tuva e dal Buddismo Tibetano.
Ora segue un profondo apprendistato con i suoi Spiriti Guida.