Con il termine “scarico di tensione” si indica un gesto, un cenno, un movimento e in genere una contrazione muscolare che non ha uno scopo specifico, ma in qualche modo allevia uno stress momentaneo.

In pratica è un qualcosa che facciamo per sentirci momentaneamente meglio e la forma più istintiva e conosciuta di tali movimenti è: il prurito e più il prurito è nell’area della testa, maggiore sarà lo stress da scaricare.

E’ sempre meglio specificare che ci sono dei casi in cui lo stress non c’entra nulla con il prurito, ovvero:

  • cause esterne, come punture d’insetto, animali e piante urticanti pianta
  • irritazioni come allergie, ustioni, brufoli
  • abbigliamento particolare, con tipo di tessuto che da fastidio
  • dermatite

In questi casi, quindi, la persona non si gratta per scaricare lo stress, ma perché sente un forte prurito dovuto a cause fisiologiche particolari.
Non ci interessa né ci riguarda trattarle.

Ma perché il prurito?

Anche se può sembrare strano, è perché è quasi impossibile non notare qualcuno che si gratta.

Lo scopo della comunicazione è proprio far sapere agli altri cosa stiamo pensando o provando, quindi un segnale anti-stress invisibile non avrebbe senso: gli altri devono sapere che siamo a disagio, in modo (in teoria) di aiutarci.

Questo sistema era molto utile per i nostri antenati, che vivevano in piccole comunità, dove la collaborazione era il cardine di tutto. Il prurito indicava alla comunità che c’era qualcosa che non andava, e gli altri cercavano di capire cosa stava succedendo. Non tanto per aiutare l’altro, ma per aiutare loro stessi.

Infatti cercavano di capire se il prurito poteva esser generato da un particolare cibo ingerito, in tal caso si poteva valutare se era commestibile o poteva scatenare una reazione allergica-

Se poteva esser generato da una puntura di un insetto che girava nell’area circostante, ecc.

Il nostro cervello rettile (quello più antico e più istintivo) è molto sensibile, soprattutto all’inizio di una interazione o quando il rapporto di fiducia con l’interlocutore non è ancora completamente stabilito.

Nelle nostre megalopoli il “grattarsi” assume altri significati, spesso avere un prurito e soprattutto comunicare all’esterno che siamo in imbarazzo o sotto stress è controproducente. Ne consegue che, maggiore è il fastidio, più diventa facile per gli altri coglierlo, se si concentra sul volto.

Un prurito sul naso, o sul mento, si nota sempre dalla nostra reazione, e ha un significato molto esplicito, quindi, grattarsi il naso ha uno scopo, grattarsi un orecchio un altro, e così via.

Il prurito sopratutto nella zona del naso, ci può far capire se siamo in presenza di una forte emozione come ad esempio avviene prima dell’inizio del pianto.

Anche le persone che generalmente non esternano molto i propri sentimenti quando avvertono l’arrivo di un’emozione si grattano subito il naso, o altre zone del volto.

A volte il naso può pizzicare anche se si dice una bugia; infatti durante una menzogna dal cervello possono partire dei segnali che aumentano l’attività del tessuto erettile presente nel naso, dovuta anche ad un maggior flusso del sangue e la reazione è un leggero prurito nella zona centrale del viso.

Fabio Pandiscia

 

Per approfondimenti consiglio i miei libri:

– Comunicare bene – edizioni psiconline

– Prova a mentirmi – edizioni Franco Angeli

 

 

 

Fabio Pandiscia

Dottore in Psicologia ad indirizzo clinico e di comunità, Ricercatore e Master Trainer PNL , Autore di vari libri sul linguaggio del corpo, miglioramento personale e PNL. Coach Counselor con certificazione ISI-CNV, Imprenditore e Partner di varie...

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