Kilometrorosso è un hub di innovazione tecnologica realizzato nel 2003 da Brembo e Italcementi che attualmente ospita oltre 20 società un ambito tecnologico e l’Università di Bergamo. Si snoda per un chilometro esatto lungo l’autostrada Milano Bergamo e l’effetto ottico che crea è una lunga scia di rosso brillante. In questo parco scientifico tecnologico si parla quindi di ingegneria meccanica, chimica, fisica, economia, finanza e biotecnologie. Eppure, durante un convegno nell’ambito del Festival Impresa&Città 4.0 ho ascoltato un fisico che ha concluso il suo intervento raccomandando ai giovani ingegneri di non dimenticare mai che la perfezione e la bellezza della macchina umana, a partire dalla sua intelligenza, è ancora un mistero per la scienza e che solo collaborando tra materie tecniche, scientifiche, umanistiche e filosofiche forse si troverà la vera origine della vita. In caso contrario, cioè continuando a lavorare per compartimenti stagni, puntualizza Faggin “si perderanno un gran tempo e un mucchio di soldi”.

Lo stupore dei giovani studenti presenti era percepibile in tutta la platea. Come dar loro torto, effettivamente il titolo del workshop era Intelligenza umana e computer con relatore Federico Faggin, fisico, docente e inventore del touchpad cha ha lavorato in Olivetti, Intel e che ha ricevuto nel 2010 la medaglia nazionale per la Tecnologia e l’Innovazione direttamente dal presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, per l’invenzione del microprocessore.

Perché scrivere di questo su Olistinews, vi starete chiedendo?; risposta: portate un poco di pazienza e la motivazione sarà chiara.

Nel 2015 la Fondazione Federico e Elvia Faggin ha istituito una cattedra di Fisica dell’Informazione presso l’Università della California a Santa Cruz per sostenere lo studio di sistemi complessi: biofisica, scienze cognitive, meccanica quantistica e matematica raggruppandole, appunto, nel tema unificatore della fisica dell’informazione. Secondo Faggin: “in natura esiste una legge di conservazione dell’informazione che determina la possibilità di una continuazione informazionale del nostro Essere, anche dopo la nostra morte fisica, cioè una sorta di vita dopo la morte”. Per spiegarvi meglio – continua Faggin – “potremmo dire che l’esistenza dell’anima intesa come campo di informazione dinamica è dimostrabile. E non solo, potremo anche raggiungere l’ipoteticamente eterno e il non influenzabile”.

Insomma, in un prossimo futuro la connessione tra teoria della fisica dell’informazione e la teoria dell’entropia termodinamica ci potrebbe guidare attraverso un nuovo portale spaziotemporale nel quale finalmente parlare di dimensioni extracorporali che potenzialmente potrebbero ospitare l’anima – intesa scientificamente come informazione che determina la possibilità di una continuazione informazionale del nostro Essere – una volta conclusa la sua esistenza terrena, non sarà più stregoneria o follia.

E il bello di questa storia è che oggi mentre la fisica quantistica procede con propri studi, ricerche e sperimentazioni, le discipline olistiche sembrano essere le più affini, a differenza di altre materie come ingegneria meccanica, chimica, fisica, economia, finanza e biotecnologie. Già, perché i nostri trattamenti energetici, spesso ideati in una sinergia interdisciplinare, hanno una valenza benefica trivalente per corpo, mente e anima.

Elena Carrera

Elena Carrera

Elena Carrera, pranic healer da 20 anni con metodo Institute for Inner Studies Choa Kok Sui, opera nel mondo delle energie olistiche come terapeuta e blogger. Attualmente sta ultimando il terzo anno della scuola professionale di operatore olistico...

Manas Trayati