IL SIMBOLISMO ALCHEMICO DI SANTA KLAUS E DELL’ALBERO

5 dicembre 2020, di Elena Carrera

Nel nostro viaggio di Avvento che ci conduce verso il Natale, in questa seconda puntata, analizzeremo la tradizione alchemica, considerandola un complesso di conoscenze metallurgiche, filosofiche ed esoteriche. Sviluppatasi fin dall’antichità con lo sciamanesimo, solo dal Medioevo, diventò pratica di laboratorio, inizialmente nel mondo arabo, poi anche in Europa.
In questi primi giorni di dicembre, quando il buio inizia il suo corso già verso le quattro del pomeriggio, leggendo alcuni testi alchemici, si scopre che personaggi e simboli, da noi considerati tipicamente natalizi come Babbo Natale, l’albero e la stella cometa, hanno origini in questa millenaria pratica di trasformazione.

Babbo Natale nel mondo ha tanti nomi: Santa in UK e USA, Santa Klaus o signor Inverno nei Paesi nordici, uomo di Natale in alcuni villaggi delle Fiandre in Belgio, Nonno Gelo in Russia, Papà Noel in Latinoamerica, Dun Che Lao Ren in Cina e Hoteiosho in Giappone. Secondo le diverse tradizioni popolari vive nel circolo polare artico, e più specificatamente in Alaska per gli USA, Groenlandia per la Danimarca, Siberia per la Russia, Lapponia per i paesi Europei. Comunque sia, tutte le versioni del Babbo Natale moderno, residente nel circolo polare artico, derivano principalmente dallo stesso personaggio storico religioso: san Nicola, vescovo di Myra, oggi Demre, città situata nell’odierna Turchia, di cui si racconta fosse il Protettore dei bimbi. Ma prima ancora di tutto ciò, secondo la tradizione alchemica, era un saggio sciamano che si spostava nelle foreste innevate su una slitta trainata da renne, animali collegati alla Luna con un ruolo di traghettatori tra il nostro mondo e l’aldilà, accompagnato da magiche entità, quali folletti, gnomi, elfi e fate che lo aiutavano nelle sue attività.

Passiamo ora all’albero di Natale. Questo simbolo ha origini ancora più antiche ed è una di quelle usanze che si trovano in molte culture e tradizioni popolari. L’albero di Natale ha sempre rappresentato l’asse cosmico e universale, ponte tra terra e cielo, tra umano e divino, in molte mitologie e religioni. Inoltre, secondo altre fonti alchemiche, è anche un simbolo della trasformazione: arrampicarsi verso la punta dell’albero ricorda un antico rito. Lo sciamano, in stato estatico, saliva sull’albero magico per raggiungere il mondo superiore, dove avrebbe trovato il suo vero essere e la conoscenza cosmica. Solo da duemila anni, con il Cristianesimo, l’abete è diventato anche simbolo di Cristo e della sua immortalità. Prima, invece, per l’alchimia i colori utilizzati per le sue decorazioni, il rosso in primis, l’oro riprodotto dallo scintillio e tutte le altre sfumature delle illuminazioni che decorano l’albero di Natale hanno sempre avuto un significato sorprendentemente interessante. Palline e luci, definiti anche globi lucenti, rappresentavano i corpi celesti: il sole, la luna, le stelle e naturalmente anche la stella cometa, applicata sul puntale, ricorda tuttora la stella che accompagnò i magi verso la grotta a Betlemme. Ipotesi avvalorata da alcuni storici astronomi secondo cui la stella cometa è veramente stata il risultato di una triplice congiunzione di Giove, Saturno e Marte, verificatasi intorno al 7° secolo a.C. nella costellazione dei Pesci e tramandata fino alla nascita del Nazareno.

Chissà che da oggi, festa di Santa Klaus, riscopriremo, oltre a quello religioso per i credenti, il significato antropologico e magico della forza universale del Natale. I bimbi già lo conoscono bene; siamo noi adulti che ce ne dimentichiamo. Ecco allora che il Natale, ogni anno, ci regala la possibilità, attraverso i nostri semplici e piccoli gesti di preparazione al 25 dicembre, di riscoprire il valore di alcuni simboli e archetipi millenari, che ci offrono, ancora oggi, splendide e scintillanti atmosfere evocative e suggestive.

Le prossime puntate d’Avvento 2020 saranno:
12 dicembre/ S. Lucia e la festa della luce
19 dicembre/La leggenda del Natale

Elena Carrera

Elena Carrera, pranic healer da 22 anni con Institute for Inner Studies Choa Kok Sui, opera nel mondo delle energie olistiche come shiatsuca e blogger. Dopo tre anni di studio e pratica ha conseguito l'attestato di qualificazione professionale di...