di Elena Carrera, 2 novembre 2020

La notte del 31 ottobre, in molti, abbiamo guardato il cielo per ammirare la luna blu che, nonostante l’ingannevole apparenza del nome, non era blu, ma è stata comunque uno spettacolo bellissimo e raro. Appariva, infatti, come un disco più grande del solito e di conseguenza anche più luminoso. Questa luna, tuttora visibile ancora per alcuni giorni, era la seconda Luna piena del mese, visibile in tutti i fusi orari, come non accadeva dal lontano 1946. Ma allora perché chiamarla blu? Il nome Luna Blu deriva, in realtà, dalla sua presunta rarità, in particolare dall’espressione inglese once in a blue moon, che traduciamo in “una volta ogni luna blu”, proprio per indicare qualcosa che non si verifica molto comunemente. Secondo altre ipotesi, invece, la blue moon è così chiamata perché evoca il nome dell’antico termine inglese belewe, ovvero tradire, quindi una luna traditrice inquanto induceva a pensare che fosse finita la stagione, anche se non era così.
Ad ogni modo, questa luna piena blu, visibile nel massimo splendore proprio nella notte di Halloween (All-Hallows-Eve) guarda caso, proprio la notte prima di Ognissanti, coinciderebbe con l’apertura di una sorta di “portale o camera di equilibrio” tra il mondo reale (dei vivi) e quello spirituale (dei Santi). Questa luna offre una magica corrente di connessione per essere molto più ricettivi e più intuitivi verso ciò che ci circonda e, contemporaneamente, verso ciò che possediamo nel profondo della nostra anima.
Contrariamente dagli altri anni, per questa particolare apertura tra il mondo reale e quello spirituale, non ho potuto partecipare fisicamente a un gruppo di meditazione con altri ricercatori olistici. Così ho optato per un video inviatomi da una cara collega. Realizzato da un gruppo di cuori risvegliati dalla ricerca spirituale e intenzionati a guidare altri cuori nel trovare la loro essenza, questo video aveva, ed ha tuttora, il principale obiettivo di contribuire all’evoluzione spirituale della coscienza collettiva. E lo fa trasmettendo messaggi di saggezza ancestrale, dai quali ricavare utili indicazioni per vivere appieno il presente. Ambientato nella splendida, fulgida e rigogliosa natura messicana, questo video offre un messaggio semplice e potente, allo stesso tempo: ”Noi apparteniamo alla terra e non il contrario. Ricordiamocelo quando la sfruttiamo, inquiniamo o depauperiamo con il nostro agire quotidiano. Solo silenziando il nostro ego, il potere spirituale si riaccenderà e finalmente ricorderemo che non siamo esseri umani occasionalmente coinvolti in esperienze intime e spirituali, bensì esseri spirituali ed anìmici invitati a vivere un’esperienza corporea umana e terrena. Considerato che, solo temporaneamente, siamo ospitati su questo magnifico pianeta, averne cura e rispettarlo sarebbe quindi il minimo che possiamo fare per ringraziarlo”.

Per saperne di più sull’attività del gruppo composto da sciamani maya o aztechi, guerrieri danzanti della tradizione mexica e guide spirituali per alzare il livello di coscienza collettiva spirituale: https://www.freedomceremonies.com/

 

Elena Carrera

Elena Carrera, pranic healer da 20 anni con metodo Institute for Inner Studies Choa Kok Sui, opera nel mondo delle energie olistiche come operatrice e blogger. Dopo tre anni di studio e pratica ha conseguito l'attestato di qualificazione...