Il carattere degli individui non dipende da un meccanismo cosciente, ma si struttura entro i primi sei anni di vita sulla base delle prime due sofferenze incontrate in qualsivoglia tappa dello sviluppo infantile.

Grazie alla struttura “cicala” – “formica” è possibile determinare come si svilupperà il carattere di un bambino già a partire dal momento della sua nascita.

 LA PRIMA SOFFERENZA

La prima determina la struttura di base che chiameremo con due termini metaforici, “cicala” e “formica”, e dipende:

  • da come mamma ha vissuto il periodo della gravidanza;
  •  dall’esperienza che il bimbo vive alla sua venuta al mondo.

“LA CICALA E LA FORMICA”

Il primo mattone del carattere

Un bimbo che ha vissuto una gravidanza serena e un parto felice, che viene al mondo accolto gioiosamente dai genitori, si strutturerà inconsciamente secondo la modalità “cicala”.

Poiché tutto è andato nel migliore dei modi, il nascituro registra che così dev’essere la vita. La nascita è stato un cambiamento positivo, diverrà un individuo curioso delle novità, sempre alla ricerca di nuove esperienze e che saprà bastare a se stesso.

Al contrario un bimbo che vive le sofferenze materne nel grembo di mamma, che subisce un parto difficile o che non si sente accolto come vorrebbe, si strutturerà sulla modalità “formica”.

Poiché la sua venuta al mondo non è stata delle migliori registrerà inconsciamente che il mondo, da qualche parte, è pericoloso e che, tutto sommato, si stava meglio nel ventre materno.

Diverrà un individuo alla costante ricerca del suo “formicaio”, là dove si sente protetto.

Le novità lo spaventeranno poiché l’esperienza della nascita è stata negativa, amerà la compagnia e odierà la solitudine e avrà bisogno della relazione con gli altri.

Riassumendo schematicamente:

Il bimbo confronta sempre ciò che è successo prima della nascita con ciò che è avvenuto dopo, in una sorta di relazione verticale, ma il momento della venuta al mondo è quasi sempre predominante per determinare la sua struttura di “cicalo” o di “formica”.

Positivo (+)

+ prima della nascita e + alla nascita = cicala

– prima della nascita e + alla nascita = cicala

+ prima della nascita e – alla nascita = formica

– prima della nascita e – alla nascita = formica

Negativo (–)

Né cicala né formica

Ci sono per così dire dei bimbi “neutri”, “né cicale né formiche” appunto.

Tutte le volte che alla nascita il bimbo non può emettere il primo grido che sancisce il passaggio alla respirazione polmonare, si determinerà per lui una struttura neutra: né cicala né formica.

Che tu sia “cicala”, “formica” o “neutro”, non è né bene né male:
è solo la nota base della tua vita, quella che determinerà il tuo modo di essere.

Vanne fiero e goditela. Tu sei quello che sei, unico e inimitabile, ma sii cosciente dei tuoi “funzionamenti”.

LA SUCCESSIVA SOFFERENZA: il secondo mattone del carattere


Il secondo avvenimento stressante determina definitivamente il nostro carattere, secondo che si verifichi in una piuttosto che in un’altra tappa della vita infantile.

Un evento negativo obbliga il soggetto a “saltare” la tappa in cui esso si produce per non soffrire e a investire su quella precedente o seguente.

Tutti i cuccioli attraversano diversi stadi d’apprendimento prima di poter divenire adulti. Non c’è gran differenza tra un cucciolo cane o gatto e un bimbo.

Secondo la visione dell’enneagramma, le tappe sono otto (per le cicale e le formiche) più tre (per i neutri, né cicale né formiche).

Per comodità di comprensione, arrotonderò all’intero gli spazi temporali.

Le 6 tappe dello sviluppo

Le seguenti tappe dello sviluppo sono, invece, comuni a tutti i bambini:

  1. Simbiosi a mamma: dalla nascita al compimento del primo anno di vita il bimbo non ha nessuna coscienza di sé. Percepisce soltanto il contatto con sua madre e l’odore della sua pelle. È solo mamma che può proteggerlo e nutrirlo; senza di lei è perduto!
  2. Acquisizione dell’identità: da uno a due anni il bimbo inizia a individualizzarsi, sa bene chi sono i suoi genitori e non li confonde certo con nonna o con la balia. Perciò la presenza di mamma e papà è fondamentale, poiché permette al piccolo il confronto e la coscienza della sua diversità. A due anni un bimbo ha già coscienza di sé.
  3. Apprendimento del linguaggio: anche se, per la gioia di papà e mamma, il piccolo è già in grado di “parlottare”, è solo dal secondo al terzo anno di età che registra la struttura del linguaggio che gli permetterà gradatamente di esprimersi con senso compiuto.
  4. La tappa dell’opposizione:tra i tre e i quattro anni che il bimbo impara a opporsi e a dire sempre “no”.
  5. La tappa della colpa: poiché ha imparato a dire “no” i genitori dopo un po’ si stufano e per fargli intendere ragione gliele suonano; allora il bimbo si sente in colpa. È il periodo che intercorre tra i quattro e i cinque anni.
  6. La tappa della sessualità: il cucciolo si scopre sessualmente.

La relazione orizzontale del susseguirsi delle tappe in aggiunta a quella verticale della nascita determina la struttura psichica dell’individuo al verificarsi di due eventi negativi.

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Gabriella Origano

Direttore Editoriale di OlisticNews, giornalista iscritta all’elenco dei pubblicisti dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia; lavora per anni nel campo delle Digital Graphic Arts per importanti editori e aziende internazionali. Scopre la...